La Cassazione accoglie i Criteri Daubert sulla prova scientifica

di Paolo Tonini La sentenza non soltanto accoglie i tradizionali criteri enunciati dalla Corte Suprema statunitense nel caso Daubert (1993), ma in più aspetti li amplifica. Infatti, agli ormai consueti requisiti della verificabilità, della falsificabilità, della sottoposizione al controllo della comunità scientifica, della conoscenza del tasso di errore, della generale accettazione nella comunità degli esperti, la Cassazione aggiunge i nuovi requisiti dell'affidabilità e dell'indipendenza dell'esperto, della considerazione delle finalità per le quali si muove, della possibilità di formulare criteri di scelta tra le contrapposte tesi scientifiche. Se è assodato che, in materia di prova scientifica, occorre che vi sia una possibilità di smentita della legge applicata nel caso concreto (cd. tentativo di falsificazione), non è accettabile che ciò non debba avvenire quando nel processo penale sono utilizzate le massime di esperienza. Anzi, il tentativo di smentita è reso ancora più impellente dalle caratteristiche di queste ultime, che non sono "sperimentabili" e non sono "generali", perché le regole del comportamento umano ammettono eccezioni. Cass. pen. sez....
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Diritto del difensore all’astensione. Rinvio dell’udienza camerale, anche quando la parte non deve presenziarvi

Le Sezioni unite: inassimilabili l’esercizio di un diritto costituzionale e le norme sul legittimo impedimento. No al differimento se all’astensione aderisce solo il legale di parte civile o persona offesa. Sent. Cass. Pen. Sez. VI n. 45928_2015...
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Deontologia e strategia dell’esame incrociato

VADEMECUM I) LA DISCIPLINA DOMANDE AMMESSE E VIETATE Sono suggestive le domande che suggeriscono la risposta. Le domande suggestive sono vietate nell’esame. Le domande suggestive sono consentite soltanto nel controesame. Sono nocive le domande che nuocciono alla sincerità della risposta. Sono sempre vietate le domande nocive. Il giudice vigila affinché l’esame si svolga nel rispetto della persona e interviene per assicurare la pertinenza delle domande, la genuinità delle risposte, la lealtà dell’esame e la correttezza delle contestazioni. II) INDICAZIONI STRATEGICHE E REGOLE DEONTOLOGICHE Il difensore agisce con prudenza, al fine di evitare risposte contrarie alla sua tesi. Il difensore non può introdurre nel giudizio testimonianze o consulenze di cui conosca la falsità. PRIMA DELL’ESAME PM, DIFENSORI E GIUDICE devono conoscere la disciplina normativa e le regole deontologiche sia della magistratura che dell’avvocatura; devono studiare gli atti processuali (disponibili in ragione delle rispettive funzioni) nella loro interezza e non solo quelli relativi ai programmi delle singole udienze. PM E DIFENSORI indicano le circostanze nella lista testimoniale; inseriscono nella lista periti, consulenti e testimoni utili, anche se già indicati da...
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