Non mi ama se …

Martedì 19 febbraio l’Associazione ZeroSuTre, presso l’I.S.I.S. A. Malignani è stata ospite alla premiazione del Concorso “Non mi ama se…” sul tema della violenza di genere, dedicato alla memoria di Donatella Briosi, vittima di femminicidio. Il Dipartimento di Diritto e di Economia, nell'ambito dell'ormai consolidato progetto d’Istituto "Uguali ma diverse", ha selezionato, tra i numerosi elaborati scritti prodotti dagli studenti, tre vincitori i quali hanno ricevuto un premio in denaro. In tale occasione, è intervenuta la nostra Presidente, l’Avvocata Rosi Toffano, la quale ha presentato l’Associazione soffermandosi sulle nostre attività e sui progetti futuri di ZeroSuTre. La Presidente ha parlato dell’importanza della formazione e della diffusione di una cultura volta a contrastare il fenomeno della violenza sulle donne, anche all’interno delle Scuole. Un particolare ringraziamento va alla Prof.ssa Nicoletta Leone, Responsabile del Progetto e a tutti i ragazzi che hanno partecipato a questa bella iniziativa. Insieme possiamo cambiare e dire una volta per tutte no alla violenza sulle donne! Qui un breve estratto...
Read More

PRIVACY E GELOSIA: L’AMORE AI TEMPI DI FACEBOOK

Con sentenza depositata il 22 gennaio 2019, la Quinta Sezione Penale della Suprema Corte ha confermato la colpevolezza di B.D., precedentemente condannato dal Tribunale monocratico e dalla Corte di Appello di Palermo per il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615 ter c.p.). Secondo quanto emerso nei primi due gradi di giudizio, B.D. si era introdotto nel profilo facebook della moglie all’interno del quale aveva trovato (e fotografato) una chat “sospetta” tra la moglie e un altro uomo. Colto da spirito vendicativo, B.D. aveva poi modificato user name e pasword impedendo così alla stessa di accedere al suo profilo. A sua difesa, B.D. sosteneva di aver scoperto tale chat per caso un giorno in cui, fuori casa, si era collegato da remoto al suo computer tramite cellulare. Inoltre, l’imputato si difendeva affermando che chiunque avrebbe potuto accedere al profilo facebook della moglie dati i codici di accesso piuttosto comuni scelti dalla stessa. Da ultimo, la difesa dell’imputato dubitava dell’operatività...
Read More

Ecco cosa può accadere nel corso di una assemblea condominiale.

Il 16 ottobre 2018, il Tribunale di Udine in composizione monocratica ha assolto dall’accusa di accesso abusivo a un sistema informatico o telematico (art. 615 ter c.p.) il condomino che, durante un’assemblea di condominio nella quale svolgeva funzione di segretario, tramite computer, si introduceva all’interno di uno spazio web di proprietà della moglie di un altro condomino, nonostante la diffida in senso contrario di quest’ultimo. L’introduzione era stata possibile, in quanto la stringa di accesso alfanumerica (cosiddetto link) era stata indicata nella memoria difensiva redatta e depositata personalmente dai coniugi di fronte al Tribunale civile in un procedimento di esecuzione. In detto atto si evidenziava che da quel link si sarebbero potuti scaricare determinati documenti di cui si riportavano le diciture. A seguito dei fatti intercorsi durante l’assemblea, il condomino coniuge del titolare di tale piattaforma web aveva presentato querela nei confronti del nostro assistito sostenendo che quest’ultimo fosse abusivamente entrato all’interno del suo spazio web, riservato e protetto da misure di...
Read More

Intervista alla Presidente dell’Associazione ZeroSuTre

Pubblichiamo l'intervista alla Presidente, Avv. Rosi Toffano, ed alla Vice Presidente, Dott.ssa Marina Ellero, dell'Associazione ZeroSuTre contro la violenza sulle donne. Clicca sul link! Intervista Radio Live Social...
Read More

Quando la Cassazione esagera: l’avvocato rimane con l’auto in panne prima dell’udienza, ma non è legittimo impedimento.

La Signora A. propone ricorso in Cassazione avverso una sentenza del Tribunale di Napoli nella quale viene confermata la sentenza del Giudice di Pace adito in primo grado. L’avvocato difensore della parte attrice, non presente all’udienza fissata per la compiuta articolazione dei mezzi istruttori, chiedeva la rimessione in termini invocando il legittimo impedimento: era rimasto con l’auto in panne sulla strada che dal suo studio di Gravina di Puglia portava a Napoli, ove era sita la sede del Giudice di pace adito. Quest’ultimo, ritenendo non provata l’impossibilità da parte dell’avvocato di raggiungere la meta con altro mezzo, di delegare un sostituto o di riuscire a comunicare tempestivamente l’accaduto, riteneva non sussistente la condizione del legittimo impedimento. Il Giudice di Pace, con sentenza, rigettava quindi l’istanza dell’avvocato difensore per la rimessione in termini e di conseguenza la domanda della ricorrente in quanto non provata. Tale sentenza veniva confermata dal Tribunale di Napoli. La Corte di Cassazione, ritenendo manifestatamente infondato il ricorso, ha affermato che...
Read More

Lesioni colpose sul posto di lavoro: la prescrizione decorre dal momento in cui si sono svolti i fatti o da quando insorge la malattia?

Il 4 luglio 2017 la Corte d’Appello di Trieste ha confermato, riformando in mitius l’apparato sanzionatorio, la condanna emessa dal Tribunale di Pordenone nei confronti di RB, in relazione al reato di lesioni personali colpose commesso in danno del dipendente GD nel periodo 2008-2009: RB, con condotte vessatorie e persecutorie poste in essere sul posto di lavoro, si è reso responsabile di una marcata patologia psichiatrica insorta nel GD. Condannato dalle corti territoriali, sia in primo che in secondo grado, RB ricorre in Cassazione, adducendo tre diversi motivi a fondamento del ricorso, risultati infondati all’esame della Corte, ma ottenendo l’annullamento senza rinvio della sentenza per l’intervenuta prescrizione del reato. In particolare, RB affida il ricorso a tre diversi motivi di lagnanza: col primo motivo sostiene che l’affermazione di responsabilità non possa trovare fondamento nell’apparato testimoniale; secondariamente, pone in dubbio la sussistenza del nesso causale tra condotte e insorgenza dei disturbi psichiatrici nella persona offesa; infine, sostiene come il trattamento sanzionatorio risulti immotivato,...
Read More

Avvocati e lavoro dipendente: il disegno di legge che vuole eliminare l’incompatibilità.

Al vaglio della Commissione Giustizia il disegno di legge n° 428. Con l’aggiunta del comma 3bis all’art. 19 della l. n. 247/2012, si intende abolire l’incompatibilità tra esercizio della professione forense e rapporto di lavoro subordinato. L’incompatibilità non si verificherà per gli avvocati che esercitano, in maniera esclusiva, attività di lavoro subordinato o parasubordinato presso lo studio di un altro avvocato, un'associazione professionale ovvero una società tra avvocati o multidisciplinare. All'avvocato si applicheranno le norme del contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento; ove questi non contengano disposizioni in merito al compenso, all'avvocato spetta comunque una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità della prestazione da eseguire. Vai al DOCUMENTO...
Read More
Cosa significa affidamento condiviso?

Cosa significa affidamento condiviso?

Nel 2012, il Tribunale di Roma dichiarava la separazione tra i due coniugi D. e F., disponendo l’affidamento condiviso della figlia minore con collocamento della stessa presso la madre, alla quale era stata assegnata la casa familiare. Il Tribunale stabiliva inoltre modalità e tempi di frequentazione di padre e figlia e determinava il contributo del mantenimento dovuto. Il padre ricorreva in Appello, ottenendo solo una parziale modifica del regime di visite concesse per poter vedere la figlia. Ricorre infine per Cassazione, adducendo quale motivo che, a fronte di un dichiarato regime di affidamento condiviso, si fosse di fatto applicato un regime di affidamento esclusivo a favore della madre. La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha ritenuto il ricorso infondato, specificando che il criterio alla luce del quale i giudici di merito devono orientare le loro decisioni in ambito di affidamento dei minori è l’esclusivo interesse materiale e morale dei figli. Si legge in ordinanza: “Nel caso di specie la corte territoriale ha inteso correttamente...
Read More

Non è violenza sessuale aggravata dall’uso di sostanze alcoliche se la vittima assume alcol volontariamente.

Con sentenza depositata il 16 luglio 2018, la Terza Sezione Penale della Suprema Corte annulla con rinvio una sentenza della Corte d’Appello di Torino del 18 gennaio 2017, sentenza nella quale due uomini sono stati condannati alla pena detentiva di anni tre ciascuno per aver abusato sessualmente di una ragazza la notte tra il 24 e il 25 giugno 2009. La Corte di secondo grado, ribaltando la decisione assolutoria del Tribunale di Brescia, fonda la propria decisione sulle dichiarazioni della persona offesa che trovano riferimenti positivi nei referti medici e nelle dichiarazioni del medico di pronto soccorso che l’aveva visitata. Secondo la ricostruzione fornita, la ragazza, intrattenendosi per cena con i due imputati, avrebbe assunto volontariamente eccessive quantità di vino, tali da indurla in uno stato di scemata capacità di autodeterminazione e diventando così vittima dei due uomini che l’avrebbero portata in camera da letto, spogliata e obbligata a subire atti sessuali. Dagli accertamenti di pronto soccorso, erano risultate ecchimosi sul lato...
Read More

Maltrattamenti in famiglia anche se c’è stato il divorzio! – La Corte di Cassazione stabilisce il vincolo familiare rilevante.

Con sentenza del 23.10.2017, la Corte d’Appello di Roma conferma la condanna in primo grado di L.B. per il reato di cui all’art. 572 c.p., commesso ai danni della ex moglie B. e del figlio minore. L. ricorre in Cassazione adducendo, tra gli altri motivi, il vizio per violazione di legge con riguardo alla riconducibilità dei fatti accertati alla fattispecie di maltrattamenti in famiglia, per mancata sussistenza dell’imprescindibile rapporto di coniugio o convivenza, essendo i due coniugi divorziati dal 2008. I giudici d’appello hanno ricostruito la situazione familiare, al di là dell’avvenuto divorzio, esaminando il rapporto tra i due, tramite le dichiarazioni delle persone offese e delle altre persone implicate – quali vicini o assistenti sociali -  e sono arrivati alla conclusione della sussistenza fra L. e B., oltre che con il figlio minore a lui affidato, di un rapporto familiare, nel corso del quale si sono registrati abusi, materiali e psicologici, in danno della donna e del figlio minore della coppia,...
Read More