Rapite dalla madre e portate in Senegal. E’ accaduto a due bambine, cittadine italiane, residenti in Friuli.

Rientrato presso l’abitazione famigliare, il padre aveva trovato l’appartamento vuoto. Veniva a sapere dalla suocera senegalese, poiché la moglie non rispondeva al telefono, che la figlia stava facendo ritorno nel suo Paese d’origine con le bimbe.

cartina_senegal_bisPrimariamente, l’uomo si rivolgeva ai Carabinieri della sua zona di residenza, sporgendo denuncia-querela nei confronti della propria moglie.

La prima cosa da fare in questi casi è quella di chiedere l’attivazione dell’Interpol (Polizia internazionale).
Si tratta di una procedura amministrativa che dovrebbe essere avviata immediatamente al momento della ricezione della denuncia-querela.
Nel caso che ci occupa, l’attivazione è stata chiesta dalle Forze dell’Ordine con oltre tre mesi di ritardo.
Si ricorda che, per attivare la Polizia internazionale, non è necessaria l’autorizzazione del Pubblico Ministero: ciò significa che gli inquirenti vi possono provvedere autonomamente.

Il Senegal non ha aderito alla Convenzione dell’Aja del 25.11.1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori né alle convenzioni giudiziarie tra Stati in materia penale e civile.

Un tanto rende particolarmente importante l’attivazione dell’Interpol, poiché la stessa sarà in grado di interfacciarsi con l’omologa senegalese e di procedere ad una serie di trattative per il ritorno in Patria delle minori.

cartina_senegalL’Ambasciata italiana in Dakar, pur avendo ricevuto la notizia di reato, mantiene una posizione di stallo, asserendo di non poter condurre trattative se non in presenza dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari e del sicuro coinvolgimento dell’Interpol.

Importante è anche la comunicazione del caso al Ministero degli Esteri, Ufficio Quarto, deputato espressamente ad occuparsi della sottrazione di minori condotti in Stati non aderenti alla Convenzione dell’Aja.

Stiamo ancora attendendo gli esiti delle trattative. In Italia non abbiamo trovato solidarietà da parte delle Autorità preposte. Anche gli appelli alle Istituzioni politiche sono rimasti privi di riscontro.

Si parla sempre della tutela dei più deboli, a parole sono tutti disponibili ed umanamente coinvolti, ma all’atto pratico tali principi restano  lettera morta.

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