Abbandono di animali: il proprietario è responsabile anche del comportamento altrui

Con Sentenza n. 6609 del 20 febbraio del 2020 la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall’ex marito, condannato in primo grado (Sentenza del 16.04.2018 del Tribunale di Napoli – sezione distaccata di Ischia), insieme all’ex coniuge, per il reato di cui all’articolo 727 del codice penale (“Abbandono di animali”). Nel caso portato avanti la Suprema Corte l’ex moglie del ricorrente in data 11.10.2012 aveva abbandonato il cane, intestato all’ex marito ma a lei affidato al momento del fatto, legandolo a un palo all’esterno di un presidio sanitario a.s.l. Fortunatamente l’animale era stato casualmente trovato da un dipendente dell’a.s.l. il quale, grazie al microchip, era riuscito a risalire al proprietario del cane che, però, si trovava via per impegni lavorativi. Il dipendente del centro sanitario di Villa Romana, dopo il rifiuto dell’ex moglie di recuperare il cane, era stato costretto a portarlo al canile.   Il ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione adducendo principalmente...
Read More

Il caso di Sally Challen: da omicida a vittima di violenza

Un caso giudiziario che ha destato particolare clamore mediatico quello della 66enne inglese Sally Challen condannata in primo grado nel 2011 dalla Corte di Guildford a scontare 22 anni – ridotti a 18 nel giudizio di Appello - di prigione per aver ucciso il marito con oltre venti colpi di martello. Sally e Richard Challen si sono conosciuti giovanissimi, 15 anni lei 22 lui. Sposati nel 1979 dopo dieci anni di fidanzamento, hanno cresciuto insieme due figli, James e David, nella loro casa a Claygate, villaggio suburbano nel Surrey. In apparenza un quadro familiare perfetto, nella realtà Sally dipendeva dal marito dal quale subiva quotidiane umiliazioni, rimproveri e critiche continue, insulti e offese sul suo aspetto fisico. Esasperata dall’atteggiamento oppressivo del marito – il quale l’aveva allontanata da amici e parenti e controllava ogni suo minimo spostamento – e dalla sua infedeltà cronica nell’autunno del 2009 Sally prende forza e avvia le pratiche per la separazione, trasferendosi in una casa...
Read More

Revenge porn e diffusione illecita di immagini hard: la pronuncia del Tribunale di Ravenna

Condivide sul gruppo WhatsApp dei compagni di squadra una foto della ex scattata durante un rapporto sessuale: questo il caso portato all'attenzione della Dott.ssa Alessia Vicini, Giudice del Tribunale Ordinario di Ravenna nel 2019. Posto che il fatto si era verificato nel 2015, il Giudice ha ritenuto, con sentenza n. 1085/2019, la condotta dell’ex compagno – consistente nella diffusione non autorizzata a terzi dell’immagine della ragazza durante un rapporto sessuale esplicito con il partner – lesiva ai sensi dell'articolo 167  del Codice della Privacy D.lgs 196/2003 (“Trattamento illecito di dati”) il quale punisce colui che, mediante la diffusione di dati personali, arrechi nocumento all’interessato. Condividendo l’immagine, l’ex ragazzo aveva esplicitato, inoltre, l’identità della ragazza – cugina, peraltro, di uno dei componenti del gruppo WhatsApp – nella cui foto si poteva chiaramente vedere il braccio tatuato di questa. È indubbio che la condotta dell’ex abbia comportato una grave lesione della privacy, dell’immagine sociale e personale e della dignità della ragazza, nulla...
Read More