Abbandono di animali: il proprietario è responsabile anche del comportamento altrui

Con Sentenza n. 6609 del 20 febbraio del 2020 la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall’ex marito, condannato in primo grado (Sentenza del 16.04.2018 del Tribunale di Napoli – sezione distaccata di Ischia), insieme all’ex coniuge, per il reato di cui all’articolo 727 del codice penale (“Abbandono di animali”). Nel caso portato avanti la Suprema Corte l’ex moglie del ricorrente in data 11.10.2012 aveva abbandonato il cane, intestato all’ex marito ma a lei affidato al momento del fatto, legandolo a un palo all’esterno di un presidio sanitario a.s.l. Fortunatamente l’animale era stato casualmente trovato da un dipendente dell’a.s.l. il quale, grazie al microchip, era riuscito a risalire al proprietario del cane che, però, si trovava via per impegni lavorativi. Il dipendente del centro sanitario di Villa Romana, dopo il rifiuto dell’ex moglie di recuperare il cane, era stato costretto a portarlo al canile.   Il ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione adducendo principalmente...
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Reato di maltrattamento di animali per chi non cura il proprio cane

Con la Sentenza n. 22579 del 15 gennaio 2019 la terza sezione penale della Suprema Corte ha confermato la pronuncia della Corte d’Appello di Bologna del 6 aprile 2018 condannando C.A., proprietario di una cagnolina meticcia, del reato di maltrattamento di animali di cui all’articolo 544 ter del codice penale in quanto “in qualità di proprietario, ometteva di adottare provvedimenti necessari ad assicurare il benessere e la salute dello stesso animale, mettendone in pericolo la sua sopravvivenza”. Nel caso di specie, la cagnolina era stata rinvenuta dagli operatori del canile “vagante e in pessime condizioni” causate da vari tumori mammari di grosse dimensioni, una grave dermatite e artrosi agli arti posteriori e anteriori. Proponendo ricorso per Cassazione, il difensore di C.A. asseriva che nella condotta del proprietario dell’animale si ravvisava “solo una trascuratezza e non una volontà di cagionare una sofferenza e una malattia del cane” e ciò al fine di escludere la configurabilità del reato di maltrattamento, punibile solamente a titolo...
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