Studio legale Toffano
tel: 0432 204563 - e-mail: avvrositoffano@gmail.com
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Lo studio

Avvocato Toffano

Collaborazioni

INAUGURAZIONE DELLO SPORTELLO DIGITALE PER LE DONNE VITTIME DI VIOLENZA

Sabato 5 ottobre 2019 la Presidente di ZeroSuTre, l’Avvocata Rosi Toffano, ha inaugurato il nuovo sito web dell’Associazione. Un’iniziativa importante per ZeroSuTre che, nell’occasione, grazie alla collaborazione della social media manager Valentina Babbo, ha presentato lo Sportello Digitale, utile strumento telematico che permetterà alle donne vittime di violenza di comunicare con l’Associazione con un semplice clic sul tasto “Chatta con noi“. Tale Sportello – utilizzabile da computer, tablet e smartphone – metterà in contatto immediato le donne vittime di violenza con le operatrici di ZeroSuTre che forniranno loro un aiuto concreto e immediato. Lo Sportello Digitale sarà operativo quattro ore al giorno dal lunedì al venerdì (lunedì dalle 18 alle 20, martedì, giovedì e venerdì dalle 15 alle 17 e mercoledì dalle 12 alle 14), due ore il sabato e la domenica (dalle 9 alle 11): dal sito web, accedendo alla pagina dedicata allo Sportello Digitale, le utenti potranno verificare gli orari e la disponibilità delle varie operatrici.

Presenti all’evento anche la Presidente della Commissione Regionale per le pari opportunità tra uomo e donna, Dusolina Marcolin, la Presidente della Commissione per le pari opportunità tra uomo e donna del Comune di Udine, Anna Cragnolini, e la Commissaria Mara Lessio della Questura di Udine.

Di seguito il link del sito web: www.zerosutre.it

Orari dello Sportello di Udine (Via Cividale n. 192): ogni mercoledì dalle 15:30 alle 17:30

Orario dello Sportello di San Giorgio di Nogaro (p.zza della Chiesa n. 16): tutti i martedì dalle 17,30 alle 19,00

L’Avvocata Rosi Toffano
La Presidente delle Commissione Regionale per le pari opportunità tra uomo e donna, Dusolina Marcolin

ZeroSuTre apre lo sportello digitale

Dal “Messaggero Veneto” dell’1.10.2019

Sabato 5 ottobre 2019, ad ore 11:00, a Udine in Via Cividale n. 192, la Presidente di ZeroSuTre, Avv. Rosi Toffano, insieme alle donne dell’Associazione, inaugurerà il nuovo sito web di ZeroSuTre. In tale occasione, la Dott.ssa Valentina Babbo, social media manager, illustrerà, il funzionamento dello Sportello Digitale, uno strumento innovativo, predisposto all’interno del sito web e volto a fornire una prima accoglienza alle donne vittime di violenza.

 

SELAY GHAFFAR PER LA TUTELA DELLE DONNE

Oggi a Udine l’Avv. Rosi Toffano, in qualità di Vicepresidente della Commissione Regionale per le Pari Opportunità tra Uomo e Donna, ha partecipato all’incontro con Selay Ghaffar, giovane attivista politica afghana da sempre impegnata nella difesa dei diritti delle donne. Costretta a fuggire con tutta la sua famiglia in Iran a soli tre mesi, Selay Ghaffar, già Presidente dell’Associazione non governativa volta alla tutela delle donne e dei bambini dell’Afghanistan (HAWCA – Humanitarian Association of Women and Children of Afghanistan), oggi è portavoce del Partito di solidarietà dell’Afghanistan. Hanno presenziato all’evento il Dott. Piero Mauro Zanin, Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, la Consigliera Regionale Dott.ssa Chiara De Giau; Carla Dazzi, attivista del Coordinamento italiano sostegno donne afghane;  Michele Rondo  e Daniele Daffredo dell’Associazione “Insieme si può”.

 

Stuprata durante la guerra in Bosnia: è lo Stato a dover risarcire

Una decisione storica quella adottata lo scorso 2 agosto dal Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura (CAT) il quale ha condannato la Bosnia-Erzegovina a risarcire la Signora A., cittadina della Bosnia-Erzegovina nata nel 1961, violentata nel 1993 da un soldato dell’esercito serbo-bosniaco durante la guerra in Bosnia. Un episodio che minerà per sempre la vita di A., madre all’epoca dei fatti di una bambina di 10 anni, che dopo l’aggressione sarà costretta a convivere con incubi ricorrenti, insonnia e paura.

Solo molti anni dopo, nel 2014, A. ha trovato la forza di denunciare quanto da lei subito e di intraprendere un percorso giudiziario contro il suo abusatore, il soldato Slavko Savic, il quale nel 2015 è stato condannato dalla Corte di Giustizia della Bosnia-Erzegovina a 8 anni di reclusione e al pagamento, a titolo di risarcimento nei confronti di A., di 30 mila marchi bosniaci, pari a circa 15 mila euro, somma che l’uomo ha da subito negato di possedere.

Teoricamente, l’unica possibilità per A. di ottenere la somma dovuta sarebbe stata quella di instaurare un procedimento civile nei confronti dello Stato; in concreto, le stringenti tempistiche previste dalla legge nazionale non hanno consentito alla vittima di ricorrere a tale opzione, negandole di fatto il suo legittimo diritto ad ottenere il risarcimento. Decisa ad ottenere giustizia, la signora A. ha portato il suo caso davanti al Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura il quale ha affermato la responsabilità dello Stato il quale, in violazione dell’articolo 14  della Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti, non le ha garantito il diritto a una riparazione e a un risarcimento equo ed adeguato. Secondo la decisione del 2 agosto 2019, sarà la Bosnia-Erzegovina a dover risarcire tempestivamente la donna oltreché a fornirle cure mediche e psicologiche gratuite. Vi è di più: in tale pronuncia, il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura ha deciso di istituire un Piano Nazionale di risarcimento contro i crimini di guerra, includendo tra questi anche i casi di violenza sessuale.

Qui il testo integrale della sentenza Decision-CAT-A-BIH-2August2019

Gli animali nei dissidi di coppia

Sul “Messaggero Veneto” di oggi la riflessione della Presidente di ZeroSuTre, l’Avvocata Rosi Toffano

È di pochi giorni fa la notizia di un 46enne residente a Turiano di Spilimbergo denunciato per il reato di maltrattamento sugli animali, per aver chiuso il gatto della sua ex compagna dentro una valigia piena di letame. L’uomo, spinto dalla volontà di ferire la donna, dopo aver chiuso il felino nel trolley e bloccato l’apertura dello stesso col filo di ferro, ha lasciato la valigia davanti alla casa della sua ex, insieme a una lettera di insulti e minacce rivolti a lei. Fortunatamente i miagolii insistenti del gatto sono stati avvertiti da una vicina, la quale ha subito allertato i carabinieri, che hanno salvato l’animale.

Il grave episodio però merita una riflessione profonda su come gli animali domestici entrino nella dinamica di violenza nella relazione di coppia. Gli animali di casa sono diventati ormai parte di molte famiglie ed è sempre più frequente che la violenza domestica assuma anche la forma di maltrattamenti nei confronti degli animali d’affezione. Il maltrattamento sugli animali è fortunatamente già di per sé reato, ai sensi del codice penale, ma in molti casi la condotta del maltrattatore va considerata come una vera e propria forma di violenza psicologica nei confronti della donna che è affezionata all’animale. Accade di frequente infatti che il maltrattatore, consapevole del legame affettivo tra la sua vittima e gli animali di casa, si sfoghi – o minacci di farlo – su questi ultimi, con il principale intento di colpire “emotivamente” la donna o di condizionarla a fare o non fare qualcosa. Tale dinamica può essere innescata in fasi diverse della relazione sentimentale: il partner può minacciare di maltrattare o persino di uccidere un animale d’affezione, oltreché di trattenerlo con sé in vista di un’imminente separazione, nel tentativo di imporre alla donna di proseguire nel legame con lui. Può anche accadere, come nel caso di Spilimbergo che, a relazione conclusa, l’ex partner, incapace di rassegnarsi alla fine del legame sentimentale, arrivi a seviziare l’animale della ex per vendetta.

Negli ultimi tempi, grazie ad una sempre crescente attenzione nei confronti degli animali, anche da parte della giurisprudenza, si è fortunatamente assistito ad una maggiore sensibilizzazione sul tema da parte della magistratura. Cani e gatti sono spesso un elemento importante di discussione nella fase di separazione o divorzio delle coppie e pertanto si fa lentamente spazio un recente orientamento giurisprudenziale che assegna al magistrato il compito di evitare l’instaurarsi delle dinamiche sopra descritte, affinché nessuno dei due coniugi sia condizionato, nella scelta di separarsi, dalle minacce dell’ex di trattenere con sé l’animale. Spetta quindi al giudice decidere a chi dei due affidare l’animale, in assenza di accordo tra le parti. Ne è un esempio il decreto del 19 febbraio 2019 emesso dal Tribunale di Sciacca che, considerato il vuoto normativo sulla disciplina dell’affidamento degli animali domestici, ha assunto una decisione di grande importanza. Il Giudice di Sciacca infatti si è discostato dalla pregressa giurisprudenza di merito e, in una causa di separazione giudiziale, stante il contrasto tra i coniugi sull’affidamento degli animali domestici, ha deciso a quale dei due affidare il cane ed il gatto di casa. Il magistrato affermando: “il sentimento per gli animali costituisce un valore meritevole di tutela, anche in relazione al benessere dell’animale stesso”, stabilisce di assegnare il felino ad un coniuge ed il cane, indipendentemente dal nome dell’intestatario del microchip, ad entrambi, a settimane alterne. La pronuncia del Tribunale di Sciacca fa un deciso passo avanti perché, non solo libera i coniugi dalla possibilità di usare gli animali domestici come strumento di pressione psicologica durante la separazione, ma dimostra anche di non intendere più gli animali come “oggetti”, ma finalmente come “esseri senzienti”.

 

L’AVVOCATA ROSI TOFFANO NOMINATA VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE REGIONALE PER LE PARI OPPORTUNITÀ DEL FRIULI VENEZIA GIULIA

Oggi, mercoledì 18 luglio 2019, presso il Consiglio regionale a Trieste, si è tenuta la seduta di insediamento della Commissione regionale per le pari opportunità fra uomo e donna del Friuli Venezia Giulia. In tale occasione sono state nominate la nuova presidente, Dusolina Marcolin, e le due nuove vicepresidenti, Rosi Toffano e Raffaella Palmisciano.

Alla neo insediata Commissione vanno le nostre congratulazioni e i nostri migliori auguri per il lavoro dei prossimi anni.

 

Patrocinio a spese dello Stato

cost_studio-toffanoL’Avvocato Toffano è iscritta nell’elenco degli avvocati abilitati al patrocinio a spese dello Stato (PSS).

Il DPR 30.05.2002 n. 115, Testo Unico Spese di Giustizia, stabilisce i requisiti in base ai quali è possibile essere ammessi al patrocinio a spese dello Stato.

In particolare, l’art. 76, comma 4 ter, prevede la possibilità di fruire del PSS per le persone vittime di maltrattamenti, abusi sessuali, stalking, a prescindere dai limiti di reddito minimi stabiliti dalla legge. Tale ammissione è in ogni caso subordinata alla discrezionalità del Giudice. Tuttavia, la recente sentenza della Cassazione penale di data 15.02.17 n. 13497 dispone che non sia più necessario depositare la dichiarazione dei redditi, limitando di fatto la discrezionalità del Giudice.

Per maggiori approfondimenti potete consultare la categoria dedicata a questo argomento nella sezione news.

Approfondimenti giurisprudenziali

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