L’Avvocata Rosi Toffano nominata componente della Commissione Regionale per le Pari Opportunità del Friuli Venezia Giulia

Il 22 aprile 2019, con Decreto Presidenziale n. 72, è stata costituita la nuova composizione della Commissione Regionale per le Pari Opportunità del Friuli Venezia Giulia. Tale Commissione, prevista con la Legge Regionale n. 23 del 1990, è Organo Consultivo del Consiglio e della Giunta regionale e cura il controllo e l'effettiva attuazione nel territorio regionale dei principi di eguaglianza e di parità sociale. Istituita con l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli – in campo istituzionale, economico, sociale e culturale - che di fatto costituiscono discriminazione diretta e indiretta nei confronti delle donne, tale Organo consultivo regionale, tra le sue numerose funzioni, può presentare al Consiglio regionale osservazioni sui progetti di legge che direttamente o indirettamente abbiano rilevanza per la condizione femminile, oltreché predisporre e promuovere progetti tesi a espandere l’accesso al lavoro, i percorsi di carriera e ad incrementare le opportunità di formazione, qualificazione e riqualificazione professionale delle donne. L’articolo 4 della Legge Regionale n. 23 del 1990 prevede che la...
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Se il difensore d’ufficio non acconsente all’elezione di domicilio …

L’articolo 162 c.p.p. comma 4-bis - introdotto con la cosiddetta Riforma Orlando (Legge n. 103/2017) – prevede che “l’elezione di domicilio presso il difensore d’ufficio non ha effetto se l’autorità che procede non riceve, unitamente alla dichiarazione di elezione, l’assenso del difensore domiciliatario”. Tale nuova previsione – l’assenso espresso e accertato da parte del designato difensore d’ufficio - è stata fortemente voluta dall’Unione delle Camere Penali Italiane al fine di realizzare una cosiddetta difesa d’ufficio effettiva, volendo evitare la prassi, ormai diffusa, della “falsa reperibilità” dell’imputato. Sempre l’Unione della Camere Penali Italiane – e più precisamente l’Osservatorio Difesa D’Ufficio “Paola Rebecchi”, subito dopo l’entrata in vigore dell’art. 162 c.p.p. comma 4-bis, con nota del 31 Luglio 2017, si era espressa affermando che il comma 4 bis dell’articolo 162 c.p.p. avrebbe trovato effettiva applicazione soltanto nel caso in cui, in caso di mancato assenso da parte del difensore domiciliatario, si fossero applicati gli articoli riguardanti la prima notificazione all’imputato non detenuto (art....
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Reato di maltrattamento di animali per chi non cura il proprio cane

Con la Sentenza n. 22579 del 15 gennaio 2019 la terza sezione penale della Suprema Corte ha confermato la pronuncia della Corte d’Appello di Bologna del 6 aprile 2018 condannando C.A., proprietario di una cagnolina meticcia, del reato di maltrattamento di animali di cui all’articolo 544 ter del codice penale in quanto “in qualità di proprietario, ometteva di adottare provvedimenti necessari ad assicurare il benessere e la salute dello stesso animale, mettendone in pericolo la sua sopravvivenza”. Nel caso di specie, la cagnolina era stata rinvenuta dagli operatori del canile “vagante e in pessime condizioni” causate da vari tumori mammari di grosse dimensioni, una grave dermatite e artrosi agli arti posteriori e anteriori. Proponendo ricorso per Cassazione, il difensore di C.A. asseriva che nella condotta del proprietario dell’animale si ravvisava “solo una trascuratezza e non una volontà di cagionare una sofferenza e una malattia del cane” e ciò al fine di escludere la configurabilità del reato di maltrattamento, punibile solamente a titolo...
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Sportello a San Giorgio di Nogaro per le Donne vittime di violenza

Giovedì 14 marzo 2019 a San Giorgio di Nogaro, presso la sede Cisl in piazza della Chiesa n. 16, è stato inaugurato uno sportello d’ascolto aperto a tutte le donne vittime di violenze domestiche, psicologiche e lavorative. Tale Sportello, aperto ogni martedì dalle 17.30 alle 19 oppure su appuntamento, offrirà alle donne vittime di violenza un supporto concreto e permetterà loro di rivolgersi, in un ambiente confortevole e del tutto riservato, alle volontarie (tra queste, psicologhe, avvocate, counselor) di ZeroSuTre, Associazione promotrice, insieme alla Cisl Fvg del territorio di Udine e al Comune di San Giorgio, di tale iniziativa. Inoltre, in tale occasione, Cisl e Comune di San Giorgio hanno siglato un Protocollo d’Intesa finalizzato a realizzare interventi di informazione, prevenzione e a contrasto della violenza sulle donne e i minori con la previsione di percorsi tesi a garantire una buona qualità della vita alle persone offese. Dopo i saluti di Enzo Paravano (Fnp Cisl San Giorgio di Nogaro) e...
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Quando la Cassazione esagera: l’avvocato rimane con l’auto in panne prima dell’udienza, ma non è legittimo impedimento.

La Signora A. propone ricorso in Cassazione avverso una sentenza del Tribunale di Napoli nella quale viene confermata la sentenza del Giudice di Pace adito in primo grado. L’avvocato difensore della parte attrice, non presente all’udienza fissata per la compiuta articolazione dei mezzi istruttori, chiedeva la rimessione in termini invocando il legittimo impedimento: era rimasto con l’auto in panne sulla strada che dal suo studio di Gravina di Puglia portava a Napoli, ove era sita la sede del Giudice di pace adito. Quest’ultimo, ritenendo non provata l’impossibilità da parte dell’avvocato di raggiungere la meta con altro mezzo, di delegare un sostituto o di riuscire a comunicare tempestivamente l’accaduto, riteneva non sussistente la condizione del legittimo impedimento. Il Giudice di Pace, con sentenza, rigettava quindi l’istanza dell’avvocato difensore per la rimessione in termini e di conseguenza la domanda della ricorrente in quanto non provata. Tale sentenza veniva confermata dal Tribunale di Napoli. La Corte di Cassazione, ritenendo manifestatamente infondato il ricorso, ha affermato che...
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Lesioni colpose sul posto di lavoro: la prescrizione decorre dal momento in cui si sono svolti i fatti o da quando insorge la malattia?

Il 4 luglio 2017 la Corte d’Appello di Trieste ha confermato, riformando in mitius l’apparato sanzionatorio, la condanna emessa dal Tribunale di Pordenone nei confronti di RB, in relazione al reato di lesioni personali colpose commesso in danno del dipendente GD nel periodo 2008-2009: RB, con condotte vessatorie e persecutorie poste in essere sul posto di lavoro, si è reso responsabile di una marcata patologia psichiatrica insorta nel GD. Condannato dalle corti territoriali, sia in primo che in secondo grado, RB ricorre in Cassazione, adducendo tre diversi motivi a fondamento del ricorso, risultati infondati all’esame della Corte, ma ottenendo l’annullamento senza rinvio della sentenza per l’intervenuta prescrizione del reato. In particolare, RB affida il ricorso a tre diversi motivi di lagnanza: col primo motivo sostiene che l’affermazione di responsabilità non possa trovare fondamento nell’apparato testimoniale; secondariamente, pone in dubbio la sussistenza del nesso causale tra condotte e insorgenza dei disturbi psichiatrici nella persona offesa; infine, sostiene come il trattamento sanzionatorio risulti immotivato,...
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Avvocati e lavoro dipendente: il disegno di legge che vuole eliminare l’incompatibilità.

Al vaglio della Commissione Giustizia il disegno di legge n° 428. Con l’aggiunta del comma 3bis all’art. 19 della l. n. 247/2012, si intende abolire l’incompatibilità tra esercizio della professione forense e rapporto di lavoro subordinato. L’incompatibilità non si verificherà per gli avvocati che esercitano, in maniera esclusiva, attività di lavoro subordinato o parasubordinato presso lo studio di un altro avvocato, un'associazione professionale ovvero una società tra avvocati o multidisciplinare. All'avvocato si applicheranno le norme del contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento; ove questi non contengano disposizioni in merito al compenso, all'avvocato spetta comunque una retribuzione proporzionata alla quantità e alla qualità della prestazione da eseguire. Vai al DOCUMENTO...
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Non è violenza sessuale aggravata dall’uso di sostanze alcoliche se la vittima assume alcol volontariamente.

Con sentenza depositata il 16 luglio 2018, la Terza Sezione Penale della Suprema Corte annulla con rinvio una sentenza della Corte d’Appello di Torino del 18 gennaio 2017, sentenza nella quale due uomini sono stati condannati alla pena detentiva di anni tre ciascuno per aver abusato sessualmente di una ragazza la notte tra il 24 e il 25 giugno 2009. La Corte di secondo grado, ribaltando la decisione assolutoria del Tribunale di Brescia, fonda la propria decisione sulle dichiarazioni della persona offesa che trovano riferimenti positivi nei referti medici e nelle dichiarazioni del medico di pronto soccorso che l’aveva visitata. Secondo la ricostruzione fornita, la ragazza, intrattenendosi per cena con i due imputati, avrebbe assunto volontariamente eccessive quantità di vino, tali da indurla in uno stato di scemata capacità di autodeterminazione e diventando così vittima dei due uomini che l’avrebbero portata in camera da letto, spogliata e obbligata a subire atti sessuali. Dagli accertamenti di pronto soccorso, erano risultate ecchimosi sul lato...
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Maltrattamenti in famiglia anche se c’è stato il divorzio! – La Corte di Cassazione stabilisce il vincolo familiare rilevante.

Con sentenza del 23.10.2017, la Corte d’Appello di Roma conferma la condanna in primo grado di L.B. per il reato di cui all’art. 572 c.p., commesso ai danni della ex moglie B. e del figlio minore. L. ricorre in Cassazione adducendo, tra gli altri motivi, il vizio per violazione di legge con riguardo alla riconducibilità dei fatti accertati alla fattispecie di maltrattamenti in famiglia, per mancata sussistenza dell’imprescindibile rapporto di coniugio o convivenza, essendo i due coniugi divorziati dal 2008. I giudici d’appello hanno ricostruito la situazione familiare, al di là dell’avvenuto divorzio, esaminando il rapporto tra i due, tramite le dichiarazioni delle persone offese e delle altre persone implicate – quali vicini o assistenti sociali -  e sono arrivati alla conclusione della sussistenza fra L. e B., oltre che con il figlio minore a lui affidato, di un rapporto familiare, nel corso del quale si sono registrati abusi, materiali e psicologici, in danno della donna e del figlio minore della coppia,...
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Reato di Stalking per i bulli a scuola

Nel 2012, due ragazzi vengono condannati dal Tribunale per i Minorenni di Catania per percosse, lesioni e atti persecutori, con relative aggravanti, per aver “bullizzato”, durante tutto l’anno scolastico, un loro compagno di classe. La vittima soffriva di uno stato di ansia e paura per la propria incolumità, causato dalle condotte poste in essere dai ragazzi poi condannati, ed è stata costretta a cambiare scuola. È stato proposto ricorso in Appello e poi in Cassazione: l’iter giudiziario ha confermato la sentenza del Tribunale di primo grado. Con sentenza del 28 febbraio 2018, n. 26595/18, la V Sez. Penale della Corte di Cassazione ha ritenuto i ricorsi, separatamente presentati dai difensori dei due imputati, entrambi infondati, valutando esauriente e logica la risposta della Corte d’Appello a tutti i rilievi difensivi, risposta basata sulla narrazione della persona offesa, ritenuta assolutamente credibile, corroborata da tutti gli altri elementi di prova raccolti, quali le dichiarazioni degli altri compagni di classe o un video effettuato tramite...
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