Zerosutre alla consegna della Costituzione a Palmanova

Ieri, 2 giugno 2020, il Comune di Palmanova ha celebrato la Festa della Repubblica. Nell'occasione il Sindaco Dott. Francesco Martines ha consegnato ai neo diciottenni una copia della Costituzione Italiana insieme al segnalibro "A(r)mati" progettato da Elena Tuan, fondatrice di Shopmisia, per ZeroSuTre. Con il suo intervento l'Avvocata Rosi Toffano, Presidente di ZeroSuTre e Vicepresidente della Commissione regionale per le pari opportunità fra uomo e donna, ha ribadito l'importanza della formazione e della sensibilizzazione, a partire dai più giovani, sul tema della violenza di genere e sul ruolo sociale della donna al fine di promuovere concretamente una vera e propria parità fra i sessi. L'Avvocata Toffano durante il suo intervento Un ringraziamento particolare va all'Amministrazione Comunale, all'Assessore alle Politiche giovanili Thomas Trino e all'Assessora per le Pari opportunità Simonetta Comand per aver voluto condividere con ZeroSuTre una giornata così importante per la città di Palmanova e per la particolare attenzione nel sostenere e proporre iniziative volte a prevenire e contrastare...
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“Ritira le denunce altrimenti ti farò pentire di essere nata”: per la Cassazione è violenza privata

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso proposto dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Brescia avverso la sentenza del 9 aprile 2019 mediante la quale il Giudice di Pace della provincia lombarda aveva condannato Tizio ritenendolo colpevole del reato di minaccia (articolo 612 codice penale) per aver rivolto alla propria moglie, durante una conversazione telefonica, la seguente frase: “ritira le denunce altrimenti ti farò pentire di essere nata”. La Suprema Corte ha affermato, sostenendo il ragionamento del ricorrente, che il fatto posto in essere dal marito della persona offesa deve essere ricondotto all'ipotesi, seppur tentata, di violenza privata (articolo 610 codice penale) considerando errata la qualificazione ai sensi dell’articolo 612 c.p. Secondo gli Ermellini, ciò che distingue il delitto di violenza privata da quello di minaccia non è tanto il fatto in sé – che può essere lo stesso in entrambe le fattispecie – quanto l’elemento intenzionale: per la sussistenza della minaccia è sufficiente che l’agente eserciti un’azione...
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In casa col nemico

Lunedì 11 maggio 2020 ore 18.00 l'Avvocata Rosi Toffano sarà in diretta con la Senatrice Valeria Valente, Presidente della Commissione d'inchiesta sul femminicidio e Cinzia Del Torre, Coordinatrice Fvg Donne democratiche per parlare di violenza di genere e dei rischi in cui possono incorrere le donne in questo momento di convivenza forzata. Per partecipare cliccare sul link: Join Zoom Meetinghttps://us02web.zoom.us/j/84902470510?pwd=U3VsVUZleUN0OTF0d1BIS0NRQkhGZz09 Meeting ID: 849 0247 0510Password: 191871 Dial by your location+39 069 480 6488 Italy+39 020 066 7245 Italy+39 021 241 28 823 Italy ...
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Caso Manduca: annullata in Cassazione la sentenza che negava ai figli il diritto al risarcimento

Marianna Manduca, 35enne originaria di Palagonia, geometra di professione e madre di tre figli, è stata uccisa dal marito con il quale si stava separando. L’uomo, condannato in primo grado a 21 anni di reclusione, le ha brutalmente tolto la vita il 3 ottobre del 2007 “sulla pubblica via, con plurimi fendenti di un coltello a serramanico di 9,5 cm di lunghezza”. La vittima, esasperata dalle continue violenze e minacce da parte del coniuge, aveva presentato, nell’arco di un anno, ben 12 denunce nessuna delle quali aveva portato all’attivazione della Procura della Repubblica di Caltagirone. In seguito alla tragedia, il cugino della Manduca, in qualità di esercente la potestà genitoriale sui figli minori di questa, ha promosso un’azione legale nei confronti dello Stato Italiano in base all'articolo 2 della legge n. 117 del 1988 “Risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati” il quale prevede che “Chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento...
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Violenza economica: quando il padre separato non mantiene il figlio minore

Una madre accogliente e protettiva che nel corso degli anni si è occupata di tutti i bisogni quotidiani del figlio, un padre “troppo periferico, inadeguato nel suo ruolo di guida ed accoglienza dei bisogni del piccolo”. Questa è la vicenda portata avanti alla Prima Sezione Civile del Tribunale Ordinario di Roma che ha visto protagonisti due ex coniugi. L’origine della controversia risale al 2013, anno della loro separazione consensualmente. Nello specifico, il Giudice aveva disposto l’affidamento condiviso del figlio, minore di 10 anni, ponendo a carico del padre un assegno mensile di € 400 quale contributo al suo mantenimento oltre al versamento del 75% delle spese cosiddette straordinarie. Subito dopo la separazione, l'uomo ha assunto un atteggiamento ostile nei confronti della madre del figlio rifiutandosi persino di fornirle le sue dichiarazioni dei redditi impedendo così alla donna di ottenere le agevolazioni sul pagamento della mensa scolastica del minore costringendola a pagare lo scaglione più elevato. Vi è di più: l’uomo, che...
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In casa con il nemico, la paura delle donne

Pubblichiamo l'articolo della giornalista Luana de Francisco uscito oggi su Il Messaggero Veneto. All'interno, l'intervista all'Avvocata Rosi Toffano, Presidente dell'Associazione ZeroSuTre, sulla violenza sulle donne in questo particolare momento. «Appena cerchiamo di instaurare un dialogo o ricordiamo che allo sportello informatico basta mandare un whatsapp per farsi richiamare, rispondono che non possono telefonare. E allora non sai davvero in che modo raggiungerle». La Presidente invita le donne a denunciare il proprio maltrattatore e suggerisce che «in certe condizioni, tanto vale scappare di casa per andare in Questura o a una stazione dei carabinieri. Perché se è vero che non si deve uscire, lo è anche che un caso del genere risponde ai criteri di necessità e assoluta urgenza». L'Avvocata Toffano conclude ricordando la possibilità, per le donne vittime di violenza, di rivolgersi in ogni momento ai medici di base i quali, «conoscendo le problematiche delle famiglie, dovrebbero essere loro stessi a telefonare almeno un paio di volte al giorno...
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ISOLAMENTO FORZATO E VIOLENZA SULLE DONNE

«La convivenza forzata 24 ore su 24 può peggiorare i problemi legati alla violenza domestica, la situazione è difficile, ma le donne devono sapere che non sono sole» questo il messaggio dell’Avvocata Rosi Toffano, Presidente dell’Associazione ZeroSuTre. In questo momento di isolamento forzato ZeroSuTre continua ad essere vicina alle donne vittime di violenza. Contatti utili di ZeroSuTre: Telefono: +39 392 0228525 Mail: zerosutre@gmail.com Sito Internet e Sportello Digitale: https://zerosutre.it/ ...
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A(r)mati: Misia in sostegno di ZeroSuTre

Tutti i giorni, non solo l’8 marzo o il 25 novembre, ogni donna si trova a dover combattere una battaglia personale: in famiglia, sul posto di lavoro, nella società. Ce lo suggeriscono le testimonianze di molte donne coraggiose, ma anche i più recenti dati raccolti in moltissimi Paesi nel mondo, tra cui l'Italia. Il genere femminile ha combattuto a lungo per raggiungere le conquiste sociali, economiche e politiche che celebriamo nella Giornata Internazionale dei Diritti della Donna, l’8 marzo. Eppure dobbiamo impegnarci ancora molto - uomini e donne insieme - per combattere le discriminazioni e le violenze di cui le donne sono tutt'oggi vittima. É un messaggio universale e di speranza quello che si vuole trasmettere con il lancio del progetto di Misia - progetto di artigianato e poesia ideato da Elena Tuan - in sostegno di ZeroSuTre, Associazione a Udine contro la violenza sulle donne. Il risultato di questa speciale collaborazione è un segnalibro artigianale in edizione limitata, che si completa con una nappina e un'apposita confezione realizzata...
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Il caso di Sally Challen: da omicida a vittima di violenza

Un caso giudiziario che ha destato particolare clamore mediatico quello della 66enne inglese Sally Challen condannata in primo grado nel 2011 dalla Corte di Guildford a scontare 22 anni – ridotti a 18 nel giudizio di Appello - di prigione per aver ucciso il marito con oltre venti colpi di martello. Sally e Richard Challen si sono conosciuti giovanissimi, 15 anni lei 22 lui. Sposati nel 1979 dopo dieci anni di fidanzamento, hanno cresciuto insieme due figli, James e David, nella loro casa a Claygate, villaggio suburbano nel Surrey. In apparenza un quadro familiare perfetto, nella realtà Sally dipendeva dal marito dal quale subiva quotidiane umiliazioni, rimproveri e critiche continue, insulti e offese sul suo aspetto fisico. Esasperata dall’atteggiamento oppressivo del marito – il quale l’aveva allontanata da amici e parenti e controllava ogni suo minimo spostamento – e dalla sua infedeltà cronica nell’autunno del 2009 Sally prende forza e avvia le pratiche per la separazione, trasferendosi in una casa...
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