“Ritira le denunce altrimenti ti farò pentire di essere nata”: per la Cassazione è violenza privata

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso proposto dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Brescia avverso la sentenza del 9 aprile 2019 mediante la quale il Giudice di Pace della provincia lombarda aveva condannato Tizio ritenendolo colpevole del reato di minaccia (articolo 612 codice penale) per aver rivolto alla propria moglie, durante una conversazione telefonica, la seguente frase: “ritira le denunce altrimenti ti farò pentire di essere nata”. La Suprema Corte ha affermato, sostenendo il ragionamento del ricorrente, che il fatto posto in essere dal marito della persona offesa deve essere ricondotto all'ipotesi, seppur tentata, di violenza privata (articolo 610 codice penale) considerando errata la qualificazione ai sensi dell’articolo 612 c.p. Secondo gli Ermellini, ciò che distingue il delitto di violenza privata da quello di minaccia non è tanto il fatto in sé – che può essere lo stesso in entrambe le fattispecie – quanto l’elemento intenzionale: per la sussistenza della minaccia è sufficiente che l’agente eserciti un’azione...
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Coronavirus: gli avvocati che speculano sul dolore

“In questi giorni tremendi di preoccupazione per la salute dei cittadini e la tenuta economica e sociale del Paese, con i medici e i professionisti sanitari tutti impegnati in prima fila in questa guerra contro un nemico invisibile ma non per questo meno pericoloso, alle diuturne difficoltà si aggiungono le comunicazioni promosse da iscritti agli Albi degli Avvocati che, di fatto, pubblicizzano la propria attività, evidenziando presunti errori commessi da quegli stessi medici che, spesso a mani nude, provano ad arginare l’emergenza pandemica e pagano questo impegno contando i propri morti”. Con queste parole il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), Filippo Anelli, si è rivolto al Consiglio Nazionale Forense denunciando l’atteggiamento di alcuni avvocati i quali, speculando sul dolore altrui e approfittando dell’attuale situazione emergenziale, hanno cercato di accaparrarsi nuovi clienti tramite condotte lesive della dignità, del decoro e dell’onore dell’Avvocatura proponendo, tra queste, azioni di risarcimento del danno alla salute e...
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Caso Manduca: annullata in Cassazione la sentenza che negava ai figli il diritto al risarcimento

Marianna Manduca, 35enne originaria di Palagonia, geometra di professione e madre di tre figli, è stata uccisa dal marito con il quale si stava separando. L’uomo, condannato in primo grado a 21 anni di reclusione, le ha brutalmente tolto la vita il 3 ottobre del 2007 “sulla pubblica via, con plurimi fendenti di un coltello a serramanico di 9,5 cm di lunghezza”. La vittima, esasperata dalle continue violenze e minacce da parte del coniuge, aveva presentato, nell’arco di un anno, ben 12 denunce nessuna delle quali aveva portato all’attivazione della Procura della Repubblica di Caltagirone. In seguito alla tragedia, il cugino della Manduca, in qualità di esercente la potestà genitoriale sui figli minori di questa, ha promosso un’azione legale nei confronti dello Stato Italiano in base all'articolo 2 della legge n. 117 del 1988 “Risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati” il quale prevede che “Chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento...
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Violenza economica: quando il padre separato non mantiene il figlio minore

Una madre accogliente e protettiva che nel corso degli anni si è occupata di tutti i bisogni quotidiani del figlio, un padre “troppo periferico, inadeguato nel suo ruolo di guida ed accoglienza dei bisogni del piccolo”. Questa è la vicenda portata avanti alla Prima Sezione Civile del Tribunale Ordinario di Roma che ha visto protagonisti due ex coniugi. L’origine della controversia risale al 2013, anno della loro separazione consensualmente. Nello specifico, il Giudice aveva disposto l’affidamento condiviso del figlio, minore di 10 anni, ponendo a carico del padre un assegno mensile di € 400 quale contributo al suo mantenimento oltre al versamento del 75% delle spese cosiddette straordinarie. Subito dopo la separazione, l'uomo ha assunto un atteggiamento ostile nei confronti della madre del figlio rifiutandosi persino di fornirle le sue dichiarazioni dei redditi impedendo così alla donna di ottenere le agevolazioni sul pagamento della mensa scolastica del minore costringendola a pagare lo scaglione più elevato. Vi è di più: l’uomo, che...
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COVID-19: entra in vigore il Decreto Legge “Cura Italia”

"Il Governo è vicino alle tante imprese, ai commercianti ai liberi professionisti, alle famiglie, ai nonni e alle mamme, ai papà, ai giovani che stanno facendo tutti grandi sacrifici per il bene comune, per il bene più alto che è quello della salute: la salute dei cittadini, la salute pubblica. Nessuno deve sentirsi abbandonato. È stato questo il nostro obiettivo fin dall'inizio e oggi questa approvazione del dl lo dimostra", queste le parole di Giuseppe Conte durante la conferenza stampa di presentazione del Decreto Legge n. 18/2020, cosiddetto Decreto “Cura Italia”, approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta del premier e del Ministro dell’economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, ed entrato in vigore il 17 marzo 2020. 64 pagine, 127 articoli contenenti nuove misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese volte a contrastare gli effetti dell'emergenza coronavirus sull'economia. Tale provvedimento autorizza l’emissione di titoli di Stato per un importo fino a 25 miliardi di euro per l'anno 2020 al...
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“Vorrei che la mamma ed il papà facessero pace”: quando gli immaturi sono i genitori

“Incapaci di elaborare il lutto del fallimento del progetto di coppia per rapportarsi responsabilmente alla genitorialità” : con queste parole la Corte d’Appello di Roma ha descritto MP e MP, ex conviventi in causa tra loro per l’affidamento del figlio. È per tali ragioni che la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, con Sentenza n. 5604 depositata il 28 febbraio 2020, ha confermato il provvedimento del Giudice d’Appello dell’11 ottobre 2013 il quale disponeva l’affidamento del minore al Comune di Roma, ed in particolare nominava il Sindaco quale tutore provvisorio del piccolo T. Tale decisione è stata adottata anche grazie alle numerose relazioni dei Servizi Sociali che hanno evidenziato uno stato di totale conflittualità tra i genitori oltreché “il tentativo di ciascuno di essi di delegittimare la figura dell’altro, il rifiuto persistente di sottoporsi ad un percorso di mediazione e la sofferenza ingenerata nel minore”. In base a quanto emerso la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso...
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Abbandono di animali: il proprietario è responsabile anche del comportamento altrui

Con Sentenza n. 6609 del 20 febbraio del 2020 la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall’ex marito, condannato in primo grado (Sentenza del 16.04.2018 del Tribunale di Napoli – sezione distaccata di Ischia), insieme all’ex coniuge, per il reato di cui all’articolo 727 del codice penale (“Abbandono di animali”). Nel caso portato avanti la Suprema Corte l’ex moglie del ricorrente in data 11.10.2012 aveva abbandonato il cane, intestato all’ex marito ma a lei affidato al momento del fatto, legandolo a un palo all’esterno di un presidio sanitario a.s.l. Fortunatamente l’animale era stato casualmente trovato da un dipendente dell’a.s.l. il quale, grazie al microchip, era riuscito a risalire al proprietario del cane che, però, si trovava via per impegni lavorativi. Il dipendente del centro sanitario di Villa Romana, dopo il rifiuto dell’ex moglie di recuperare il cane, era stato costretto a portarlo al canile.   Il ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione adducendo principalmente...
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Il caso di Sally Challen: da omicida a vittima di violenza

Un caso giudiziario che ha destato particolare clamore mediatico quello della 66enne inglese Sally Challen condannata in primo grado nel 2011 dalla Corte di Guildford a scontare 22 anni – ridotti a 18 nel giudizio di Appello - di prigione per aver ucciso il marito con oltre venti colpi di martello. Sally e Richard Challen si sono conosciuti giovanissimi, 15 anni lei 22 lui. Sposati nel 1979 dopo dieci anni di fidanzamento, hanno cresciuto insieme due figli, James e David, nella loro casa a Claygate, villaggio suburbano nel Surrey. In apparenza un quadro familiare perfetto, nella realtà Sally dipendeva dal marito dal quale subiva quotidiane umiliazioni, rimproveri e critiche continue, insulti e offese sul suo aspetto fisico. Esasperata dall’atteggiamento oppressivo del marito – il quale l’aveva allontanata da amici e parenti e controllava ogni suo minimo spostamento – e dalla sua infedeltà cronica nell’autunno del 2009 Sally prende forza e avvia le pratiche per la separazione, trasferendosi in una casa...
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Revenge porn e diffusione illecita di immagini hard: la pronuncia del Tribunale di Ravenna

Condivide sul gruppo WhatsApp dei compagni di squadra una foto della ex scattata durante un rapporto sessuale: questo il caso portato all'attenzione della Dott.ssa Alessia Vicini, Giudice del Tribunale Ordinario di Ravenna nel 2019. Posto che il fatto si era verificato nel 2015, il Giudice ha ritenuto, con sentenza n. 1085/2019, la condotta dell’ex compagno – consistente nella diffusione non autorizzata a terzi dell’immagine della ragazza durante un rapporto sessuale esplicito con il partner – lesiva ai sensi dell'articolo 167  del Codice della Privacy D.lgs 196/2003 (“Trattamento illecito di dati”) il quale punisce colui che, mediante la diffusione di dati personali, arrechi nocumento all’interessato. Condividendo l’immagine, l’ex ragazzo aveva esplicitato, inoltre, l’identità della ragazza – cugina, peraltro, di uno dei componenti del gruppo WhatsApp – nella cui foto si poteva chiaramente vedere il braccio tatuato di questa. È indubbio che la condotta dell’ex abbia comportato una grave lesione della privacy, dell’immagine sociale e personale e della dignità della ragazza, nulla...
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Incidente stradale: il conducente è responsabile anche in caso di comportamento imprudente altrui

Con sentenza n. 121/2020, depositata il 7 gennaio 2020, la Quarta Sezione Penale della Suprema Corte ha ribadito il principio secondo il quale il conducente di un autoveicolo, oltre ai vari obblighi di attenzione da rispettare durante la guida così come disciplinati dal Codice della Strada, deve anche prevedere le eventuali imprudenze altrui. Questa la vicenda: nel 2018 la Corte d’Appello di Roma, confermando la sentenza del GIP del Tribunale di Velletri del 2010, aveva condannato C.L. per il reato di omicidio colposo di cui al secondo comma dell’articolo 589 del codice penale. Nel 2008, il camionista C.L., alla guida della sua autovettura, aveva urtato l’auto di A.E. la quale stava percorrendo la stessa strada ma in senso opposto e che, senza rispettare la precedenza, aveva eseguito una manovra verso sinistra tagliando, di fatto, la strada a C.L. L’urto tra le due auto aveva provocato il decesso di A.E. In risposta all'azione difensiva proposta da C.L. davanti alla Corte di...
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