Le neuroscienze e la loro applicabilità nel processo penale

Da alcuni anni, nel panorama scientifico e legale italiano, stanno prendendo sempre più piede le neuroscienze, ossia quel complesso di discipline che indaga sulle connessioni neuronali dei comportamenti umani. Tra i più autorevoli esperti in materia, il Professor Guglielmo Gullotta (Avvocato del Foro di Milano, Psicologo, Psicoterapeuta Presidente dell’Associazione DI.ME.CE - Diritto-Mente-Cervello), il Professor Giuseppe Sartori (Professore Ordinario di Neuropsicologia e Psicopatologia Forense presso l’Università degli Studi di Padova) e il Professor Pietro Pietrini (specialista in Psichiatria e Direttore della Scuola IMT Alti Studi Lucca) i quali, nel 2015, hanno elaborato un documento, il Memorandum Patavino, in cui hanno esaminato approfonditamente l’applicabilità delle neuroscienze nel processo penale.   In tale ambito, le neuroscienze possono considerarsi, a livello probatorio, uno strumento oggettivo utilizzato e riconosciuto per ridurre il grado di variabilità soggettiva nell’interpretazione dei dati. A riprova di ciò, ne è esempio il processo bresciano che coinvolse un uomo ingiustamente accusato in via definitiva a scontare quattro anni nel carcere di Pavia...
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Orfani per crimini domestici: emanato il regolamento attuativo per la gestione del fondo per le vittime di femminicidio

A partire dal 16 luglio prossimo entrerà in vigore il Decreto n. 71/2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° luglio 2020, “Regolamento recante l'erogazione di misure di sostegno agli orfani di crimini domestici e di reati di genere e alle famiglie affidatarie” tramite il quale si darà concreta attuazione al fondo per le vittime di femminicidio, già istituito dalla legge di Bilancio 2018 e meglio delineato dalla Legge n. 4/2018 “Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici”. I destinatari di tali misure – orfani di crimini domestici, figli minorenni e maggiorenni economicamente non autosufficienti, della vittima di un omicidio commesso dal coniuge; orfani, figli minorenni e maggiorenni economicamente non autosufficienti, di madre vittima di omicidio, ai sensi dell'articolo 576, comma 1, n. 5.1, del codice penale; orfani, figli minorenni  e maggiorenni economicamente non autosufficienti, di madre vittima di omicidio, a seguito dei delitti di cui agli articoli 609-bis...
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Processo per violenza sessuale a porte chiuse: la Pronuncia della Cedu

“Nei procedimenti penali riguardanti reati sessuali, spesso concepiti come calvario per le vittime, possono essere adottate alcune misure per tutelare le stesse purché la tutela del loro diritto possa essere bilanciata con un esercizio adeguato ed efficace dei diritti della difesa”.  È quanto ha stabilito di recente la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo alla quale si è rivolto Josip Mraovic il quale, nel 2008, è stato ritenuto colpevole di violenza sessuale nei confronti di una giocatrice di basket della squadra di Gospic e condannato a tre anni di reclusione. Nel caso portato avanti alla Corte di Strasburgo, il ricorrente ha sostenuto che il processo sopra citato, essendosi svolto a porte chiuse ad eccezione della lettura del dispositivo, era stato celebrato in violazione dell’articolo 6, comma 1, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (“Diritto a un processo equo”) il quale dispone che “Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente e pubblicamente”. Nello specifico, Mraovic ha accusato...
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Caso Martina Rossi: per il giudice d’appello il fatto non sussiste

«Non c'è più niente, Martina non c'è più e anche la giustizia non c'è più. La giustizia italiana ora si è interrotta sul lavoro fatto in precedenza dalla Procura di Arezzo. Sono arrabbiato per l'assoluzione perché il fatto non sussiste. Questa sentenza vuol dire infangare l'onore di Martina, vuol dire sostenere che è volata giù da sola». Sono queste le parole di Bruno Rossi, padre di Martina, dopo il verdetto pronunciato dalla Corte d’Appello di Firenze pochi giorni fa. Il Giudice di secondo grado ha, infatti, ribaltato la sentenza del Tribunale d’Arezzo il quale, il 14 dicembre 2018, aveva condannato Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni a 6 anni di reclusione per tentata violenza sessuale e per aver provocato la morte della ragazza genovese caduta dal terrazzo di un hotel di Palma di Maiorca nell'agosto del 2011. Durante la requisitoria il Pubblico Ministero aveva ricostruito la dinamica dei fatti sostenendo che la ventenne stava fuggendo dai due aretini che la volevano...
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“Ritira le denunce altrimenti ti farò pentire di essere nata”: per la Cassazione è violenza privata

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso proposto dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Brescia avverso la sentenza del 9 aprile 2019 mediante la quale il Giudice di Pace della provincia lombarda aveva condannato Tizio ritenendolo colpevole del reato di minaccia (articolo 612 codice penale) per aver rivolto alla propria moglie, durante una conversazione telefonica, la seguente frase: “ritira le denunce altrimenti ti farò pentire di essere nata”. La Suprema Corte ha affermato, sostenendo il ragionamento del ricorrente, che il fatto posto in essere dal marito della persona offesa deve essere ricondotto all'ipotesi, seppur tentata, di violenza privata (articolo 610 codice penale) considerando errata la qualificazione ai sensi dell’articolo 612 c.p. Secondo gli Ermellini, ciò che distingue il delitto di violenza privata da quello di minaccia non è tanto il fatto in sé – che può essere lo stesso in entrambe le fattispecie – quanto l’elemento intenzionale: per la sussistenza della minaccia è sufficiente che l’agente eserciti un’azione...
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Coronavirus: gli avvocati che speculano sul dolore

“In questi giorni tremendi di preoccupazione per la salute dei cittadini e la tenuta economica e sociale del Paese, con i medici e i professionisti sanitari tutti impegnati in prima fila in questa guerra contro un nemico invisibile ma non per questo meno pericoloso, alle diuturne difficoltà si aggiungono le comunicazioni promosse da iscritti agli Albi degli Avvocati che, di fatto, pubblicizzano la propria attività, evidenziando presunti errori commessi da quegli stessi medici che, spesso a mani nude, provano ad arginare l’emergenza pandemica e pagano questo impegno contando i propri morti”. Con queste parole il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), Filippo Anelli, si è rivolto al Consiglio Nazionale Forense denunciando l’atteggiamento di alcuni avvocati i quali, speculando sul dolore altrui e approfittando dell’attuale situazione emergenziale, hanno cercato di accaparrarsi nuovi clienti tramite condotte lesive della dignità, del decoro e dell’onore dell’Avvocatura proponendo, tra queste, azioni di risarcimento del danno alla salute e...
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Caso Manduca: annullata in Cassazione la sentenza che negava ai figli il diritto al risarcimento

Marianna Manduca, 35enne originaria di Palagonia, geometra di professione e madre di tre figli, è stata uccisa dal marito con il quale si stava separando. L’uomo, condannato in primo grado a 21 anni di reclusione, le ha brutalmente tolto la vita il 3 ottobre del 2007 “sulla pubblica via, con plurimi fendenti di un coltello a serramanico di 9,5 cm di lunghezza”. La vittima, esasperata dalle continue violenze e minacce da parte del coniuge, aveva presentato, nell’arco di un anno, ben 12 denunce nessuna delle quali aveva portato all’attivazione della Procura della Repubblica di Caltagirone. In seguito alla tragedia, il cugino della Manduca, in qualità di esercente la potestà genitoriale sui figli minori di questa, ha promosso un’azione legale nei confronti dello Stato Italiano in base all'articolo 2 della legge n. 117 del 1988 “Risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati” il quale prevede che “Chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento...
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Violenza economica: quando il padre separato non mantiene il figlio minore

Una madre accogliente e protettiva che nel corso degli anni si è occupata di tutti i bisogni quotidiani del figlio, un padre “troppo periferico, inadeguato nel suo ruolo di guida ed accoglienza dei bisogni del piccolo”. Questa è la vicenda portata avanti alla Prima Sezione Civile del Tribunale Ordinario di Roma che ha visto protagonisti due ex coniugi. L’origine della controversia risale al 2013, anno della loro separazione consensualmente. Nello specifico, il Giudice aveva disposto l’affidamento condiviso del figlio, minore di 10 anni, ponendo a carico del padre un assegno mensile di € 400 quale contributo al suo mantenimento oltre al versamento del 75% delle spese cosiddette straordinarie. Subito dopo la separazione, l'uomo ha assunto un atteggiamento ostile nei confronti della madre del figlio rifiutandosi persino di fornirle le sue dichiarazioni dei redditi impedendo così alla donna di ottenere le agevolazioni sul pagamento della mensa scolastica del minore costringendola a pagare lo scaglione più elevato. Vi è di più: l’uomo, che...
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COVID-19: entra in vigore il Decreto Legge “Cura Italia”

"Il Governo è vicino alle tante imprese, ai commercianti ai liberi professionisti, alle famiglie, ai nonni e alle mamme, ai papà, ai giovani che stanno facendo tutti grandi sacrifici per il bene comune, per il bene più alto che è quello della salute: la salute dei cittadini, la salute pubblica. Nessuno deve sentirsi abbandonato. È stato questo il nostro obiettivo fin dall'inizio e oggi questa approvazione del dl lo dimostra", queste le parole di Giuseppe Conte durante la conferenza stampa di presentazione del Decreto Legge n. 18/2020, cosiddetto Decreto “Cura Italia”, approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta del premier e del Ministro dell’economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, ed entrato in vigore il 17 marzo 2020. 64 pagine, 127 articoli contenenti nuove misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese volte a contrastare gli effetti dell'emergenza coronavirus sull'economia. Tale provvedimento autorizza l’emissione di titoli di Stato per un importo fino a 25 miliardi di euro per l'anno 2020 al...
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“Vorrei che la mamma ed il papà facessero pace”: quando gli immaturi sono i genitori

“Incapaci di elaborare il lutto del fallimento del progetto di coppia per rapportarsi responsabilmente alla genitorialità” : con queste parole la Corte d’Appello di Roma ha descritto MP e MP, ex conviventi in causa tra loro per l’affidamento del figlio. È per tali ragioni che la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, con Sentenza n. 5604 depositata il 28 febbraio 2020, ha confermato il provvedimento del Giudice d’Appello dell’11 ottobre 2013 il quale disponeva l’affidamento del minore al Comune di Roma, ed in particolare nominava il Sindaco quale tutore provvisorio del piccolo T. Tale decisione è stata adottata anche grazie alle numerose relazioni dei Servizi Sociali che hanno evidenziato uno stato di totale conflittualità tra i genitori oltreché “il tentativo di ciascuno di essi di delegittimare la figura dell’altro, il rifiuto persistente di sottoporsi ad un percorso di mediazione e la sofferenza ingenerata nel minore”. In base a quanto emerso la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso...
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