Affido super esclusivo se uno dei due genitori non riesce a sintonizzarsi con il figlio

L’affido esclusivo rafforzato dei figli a un solo genitore può essere disposto nel caso in cui il giudice rilevi delle difficoltà dell’altro genitore a “sintonizzarsi con i figli, a comprendere i loro bisogni oltre che a comprendere i propri errori”. Questo è quanto ha chiarito la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 29999/2020 con la quale ha rigettato il ricorso proposto da una madre avverso il decreto della Corte d’Appello di Roma il quale a) affidava i figli al padre, attribuendo a quest’ultimo l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale per tutte le questioni riguardanti i minori, anche senza il consenso della madre; b) disponeva che i minori potessero incontrare la madre secondo la loro volontà; c) invitava quest’ultima a seguire un percorso di terapia individuale e d) confermava la previsione di un assegno di mantenimento per i figli di euro 800,00 mensili a carico della madre. Nel caso portato avanti alla Suprema Corte, la madre si opponeva,...
Read More

Patrocinio a spese dello stato per le vittime di reati sessuali: la pronuncia della Corte Costituzionale

Con Sentenza n. 1 del 2021 la Corte Costituzionale ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale dell’articolo 76, comma 4-ter, del d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia) nella parte in cui determina l’automatica ammissione al patrocinio a spese dello Stato della persona offesa dai reati indicati nella norma medesima (tra questi, violenza sessuale, maltrattamenti contro familiari e conviventi, atti sessuali con minorenne, violenza sessuale di gruppo), sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 24, terzo comma, della Costituzione, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale ordinario di Tivoli. Quest’ultimo, nell’ambito di un giudizio per il reato di cui all’articolo 609 bis cod. pen. (violenza sessuale), aveva ricevuto un’istanza di ammissione al patrocinio a spese dello Stato da parte della persona offesa senza la corredata dichiarazione attestante la sussistenza delle condizioni di reddito previste per la sua ammissione (articolo 79, comma 1, lettera c del...
Read More

Stuprata e non risarcita dall’autore del reato: è lo Stato che deve pagare

Nel caso in cui le vittime di reati intenzionali violenti non riescano ad ottenere un risarcimento dall’autore del reato – in quanto questi non possieda le risorse necessarie per ottemperare a una condanna al risarcimento dei danni oppure non possa essere identificato o perseguito – lo Stato ha l’obbligo di indennizzarle con un importo equo e adeguato che tenga conto delle gravissime conseguenze di ordine morale e psicologico subite dalla vittima. Questo è quanto ha stabilito la Terza Sezione Civile della Corte di Cassazione con la Sentenza n. 26757/2020 a seguito di due rinvii pregiudiziali alla Corte di Giustizia dell’Unione Europee (CGUE). L’origine di tale vicenda giudiziaria risale al 2005 quando una cittadina italiana, B.V., di origini rumene, fu aggredita, sequestrata e costretta, con violenze e minacce, a praticare e a subire, ripetutamente, atti sessuali da parte di due uomini, i quali, per tali fatti, vennero condannati in sede penale, in via definitiva, alla pena di dieci anni e sei mesi di reclusione, oltre al risarcimento del danno in...
Read More

Le neuroscienze e la loro applicabilità nel processo penale

Da alcuni anni, nel panorama scientifico e legale italiano, stanno prendendo sempre più piede le neuroscienze, ossia quel complesso di discipline che indaga sulle connessioni neuronali dei comportamenti umani. Tra i più autorevoli esperti in materia, il Professor Guglielmo Gullotta (Avvocato del Foro di Milano, Psicologo, Psicoterapeuta Presidente dell’Associazione DI.ME.CE - Diritto-Mente-Cervello), il Professor Giuseppe Sartori (Professore Ordinario di Neuropsicologia e Psicopatologia Forense presso l’Università degli Studi di Padova) e il Professor Pietro Pietrini (specialista in Psichiatria e Direttore della Scuola IMT Alti Studi Lucca) i quali, nel 2015, hanno elaborato un documento, il Memorandum Patavino, in cui hanno esaminato approfonditamente l’applicabilità delle neuroscienze nel processo penale.   In tale ambito, le neuroscienze possono considerarsi, a livello probatorio, uno strumento oggettivo utilizzato e riconosciuto per ridurre il grado di variabilità soggettiva nell’interpretazione dei dati. A riprova di ciò, ne è esempio il processo bresciano che coinvolse un uomo ingiustamente accusato in via definitiva a scontare quattro anni nel carcere di Pavia...
Read More

Orfani per crimini domestici: emanato il regolamento attuativo per la gestione del fondo per le vittime di femminicidio

A partire dal 16 luglio prossimo entrerà in vigore il Decreto n. 71/2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 1° luglio 2020, “Regolamento recante l'erogazione di misure di sostegno agli orfani di crimini domestici e di reati di genere e alle famiglie affidatarie” tramite il quale si darà concreta attuazione al fondo per le vittime di femminicidio, già istituito dalla legge di Bilancio 2018 e meglio delineato dalla Legge n. 4/2018 “Modifiche al codice civile, al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in favore degli orfani per crimini domestici”. I destinatari di tali misure – orfani di crimini domestici, figli minorenni e maggiorenni economicamente non autosufficienti, della vittima di un omicidio commesso dal coniuge; orfani, figli minorenni e maggiorenni economicamente non autosufficienti, di madre vittima di omicidio, ai sensi dell'articolo 576, comma 1, n. 5.1, del codice penale; orfani, figli minorenni  e maggiorenni economicamente non autosufficienti, di madre vittima di omicidio, a seguito dei delitti di cui agli articoli 609-bis...
Read More

Processo per violenza sessuale a porte chiuse: la Pronuncia della Cedu

“Nei procedimenti penali riguardanti reati sessuali, spesso concepiti come calvario per le vittime, possono essere adottate alcune misure per tutelare le stesse purché la tutela del loro diritto possa essere bilanciata con un esercizio adeguato ed efficace dei diritti della difesa”.  È quanto ha stabilito di recente la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo alla quale si è rivolto Josip Mraovic il quale, nel 2008, è stato ritenuto colpevole di violenza sessuale nei confronti di una giocatrice di basket della squadra di Gospic e condannato a tre anni di reclusione. Nel caso portato avanti alla Corte di Strasburgo, il ricorrente ha sostenuto che il processo sopra citato, essendosi svolto a porte chiuse ad eccezione della lettura del dispositivo, era stato celebrato in violazione dell’articolo 6, comma 1, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (“Diritto a un processo equo”) il quale dispone che “Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente e pubblicamente”. Nello specifico, Mraovic ha accusato...
Read More

Caso Martina Rossi: per il giudice d’appello il fatto non sussiste

«Non c'è più niente, Martina non c'è più e anche la giustizia non c'è più. La giustizia italiana ora si è interrotta sul lavoro fatto in precedenza dalla Procura di Arezzo. Sono arrabbiato per l'assoluzione perché il fatto non sussiste. Questa sentenza vuol dire infangare l'onore di Martina, vuol dire sostenere che è volata giù da sola». Sono queste le parole di Bruno Rossi, padre di Martina, dopo il verdetto pronunciato dalla Corte d’Appello di Firenze pochi giorni fa. Il Giudice di secondo grado ha, infatti, ribaltato la sentenza del Tribunale d’Arezzo il quale, il 14 dicembre 2018, aveva condannato Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni a 6 anni di reclusione per tentata violenza sessuale e per aver provocato la morte della ragazza genovese caduta dal terrazzo di un hotel di Palma di Maiorca nell'agosto del 2011. Durante la requisitoria il Pubblico Ministero aveva ricostruito la dinamica dei fatti sostenendo che la ventenne stava fuggendo dai due aretini che la volevano...
Read More

“Ritira le denunce altrimenti ti farò pentire di essere nata”: per la Cassazione è violenza privata

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso proposto dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Brescia avverso la sentenza del 9 aprile 2019 mediante la quale il Giudice di Pace della provincia lombarda aveva condannato Tizio ritenendolo colpevole del reato di minaccia (articolo 612 codice penale) per aver rivolto alla propria moglie, durante una conversazione telefonica, la seguente frase: “ritira le denunce altrimenti ti farò pentire di essere nata”. La Suprema Corte ha affermato, sostenendo il ragionamento del ricorrente, che il fatto posto in essere dal marito della persona offesa deve essere ricondotto all'ipotesi, seppur tentata, di violenza privata (articolo 610 codice penale) considerando errata la qualificazione ai sensi dell’articolo 612 c.p. Secondo gli Ermellini, ciò che distingue il delitto di violenza privata da quello di minaccia non è tanto il fatto in sé – che può essere lo stesso in entrambe le fattispecie – quanto l’elemento intenzionale: per la sussistenza della minaccia è sufficiente che l’agente eserciti un’azione...
Read More

Coronavirus: gli avvocati che speculano sul dolore

“In questi giorni tremendi di preoccupazione per la salute dei cittadini e la tenuta economica e sociale del Paese, con i medici e i professionisti sanitari tutti impegnati in prima fila in questa guerra contro un nemico invisibile ma non per questo meno pericoloso, alle diuturne difficoltà si aggiungono le comunicazioni promosse da iscritti agli Albi degli Avvocati che, di fatto, pubblicizzano la propria attività, evidenziando presunti errori commessi da quegli stessi medici che, spesso a mani nude, provano ad arginare l’emergenza pandemica e pagano questo impegno contando i propri morti”. Con queste parole il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), Filippo Anelli, si è rivolto al Consiglio Nazionale Forense denunciando l’atteggiamento di alcuni avvocati i quali, speculando sul dolore altrui e approfittando dell’attuale situazione emergenziale, hanno cercato di accaparrarsi nuovi clienti tramite condotte lesive della dignità, del decoro e dell’onore dell’Avvocatura proponendo, tra queste, azioni di risarcimento del danno alla salute e...
Read More

Caso Manduca: annullata in Cassazione la sentenza che negava ai figli il diritto al risarcimento

Marianna Manduca, 35enne originaria di Palagonia, geometra di professione e madre di tre figli, è stata uccisa dal marito con il quale si stava separando. L’uomo, condannato in primo grado a 21 anni di reclusione, le ha brutalmente tolto la vita il 3 ottobre del 2007 “sulla pubblica via, con plurimi fendenti di un coltello a serramanico di 9,5 cm di lunghezza”. La vittima, esasperata dalle continue violenze e minacce da parte del coniuge, aveva presentato, nell’arco di un anno, ben 12 denunce nessuna delle quali aveva portato all’attivazione della Procura della Repubblica di Caltagirone. In seguito alla tragedia, il cugino della Manduca, in qualità di esercente la potestà genitoriale sui figli minori di questa, ha promosso un’azione legale nei confronti dello Stato Italiano in base all'articolo 2 della legge n. 117 del 1988 “Risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati” il quale prevede che “Chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento...
Read More