COVID-19: entra in vigore il Decreto Legge “Cura Italia”

"Il Governo è vicino alle tante imprese, ai commercianti ai liberi professionisti, alle famiglie, ai nonni e alle mamme, ai papà, ai giovani che stanno facendo tutti grandi sacrifici per il bene comune, per il bene più alto che è quello della salute: la salute dei cittadini, la salute pubblica. Nessuno deve sentirsi abbandonato. È stato questo il nostro obiettivo fin dall'inizio e oggi questa approvazione del dl lo dimostra", queste le parole di Giuseppe Conte durante la conferenza stampa di presentazione del Decreto Legge n. 18/2020, cosiddetto Decreto “Cura Italia”, approvato dal Consiglio dei Ministri su proposta del premier e del Ministro dell’economia e delle finanze, Roberto Gualtieri, ed entrato in vigore il 17 marzo 2020. 64 pagine, 127 articoli contenenti nuove misure a sostegno di famiglie, lavoratori e imprese volte a contrastare gli effetti dell'emergenza coronavirus sull'economia. Tale provvedimento autorizza l’emissione di titoli di Stato per un importo fino a 25 miliardi di euro per l'anno 2020 al...
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“Vorrei che la mamma ed il papà facessero pace”: quando gli immaturi sono i genitori

“Incapaci di elaborare il lutto del fallimento del progetto di coppia per rapportarsi responsabilmente alla genitorialità” : con queste parole la Corte d’Appello di Roma ha descritto MP e MP, ex conviventi in causa tra loro per l’affidamento del figlio. È per tali ragioni che la Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione, con Sentenza n. 5604 depositata il 28 febbraio 2020, ha confermato il provvedimento del Giudice d’Appello dell’11 ottobre 2013 il quale disponeva l’affidamento del minore al Comune di Roma, ed in particolare nominava il Sindaco quale tutore provvisorio del piccolo T. Tale decisione è stata adottata anche grazie alle numerose relazioni dei Servizi Sociali che hanno evidenziato uno stato di totale conflittualità tra i genitori oltreché “il tentativo di ciascuno di essi di delegittimare la figura dell’altro, il rifiuto persistente di sottoporsi ad un percorso di mediazione e la sofferenza ingenerata nel minore”. In base a quanto emerso la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso...
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Abbandono di animali: il proprietario è responsabile anche del comportamento altrui

Con Sentenza n. 6609 del 20 febbraio del 2020 la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto dall’ex marito, condannato in primo grado (Sentenza del 16.04.2018 del Tribunale di Napoli – sezione distaccata di Ischia), insieme all’ex coniuge, per il reato di cui all’articolo 727 del codice penale (“Abbandono di animali”). Nel caso portato avanti la Suprema Corte l’ex moglie del ricorrente in data 11.10.2012 aveva abbandonato il cane, intestato all’ex marito ma a lei affidato al momento del fatto, legandolo a un palo all’esterno di un presidio sanitario a.s.l. Fortunatamente l’animale era stato casualmente trovato da un dipendente dell’a.s.l. il quale, grazie al microchip, era riuscito a risalire al proprietario del cane che, però, si trovava via per impegni lavorativi. Il dipendente del centro sanitario di Villa Romana, dopo il rifiuto dell’ex moglie di recuperare il cane, era stato costretto a portarlo al canile.   Il ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione adducendo principalmente...
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Il caso di Sally Challen: da omicida a vittima di violenza

Un caso giudiziario che ha destato particolare clamore mediatico quello della 66enne inglese Sally Challen condannata in primo grado nel 2011 dalla Corte di Guildford a scontare 22 anni – ridotti a 18 nel giudizio di Appello - di prigione per aver ucciso il marito con oltre venti colpi di martello. Sally e Richard Challen si sono conosciuti giovanissimi, 15 anni lei 22 lui. Sposati nel 1979 dopo dieci anni di fidanzamento, hanno cresciuto insieme due figli, James e David, nella loro casa a Claygate, villaggio suburbano nel Surrey. In apparenza un quadro familiare perfetto, nella realtà Sally dipendeva dal marito dal quale subiva quotidiane umiliazioni, rimproveri e critiche continue, insulti e offese sul suo aspetto fisico. Esasperata dall’atteggiamento oppressivo del marito – il quale l’aveva allontanata da amici e parenti e controllava ogni suo minimo spostamento – e dalla sua infedeltà cronica nell’autunno del 2009 Sally prende forza e avvia le pratiche per la separazione, trasferendosi in una casa...
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Revenge porn e diffusione illecita di immagini hard: la pronuncia del Tribunale di Ravenna

Condivide sul gruppo WhatsApp dei compagni di squadra una foto della ex scattata durante un rapporto sessuale: questo il caso portato all'attenzione della Dott.ssa Alessia Vicini, Giudice del Tribunale Ordinario di Ravenna nel 2019. Posto che il fatto si era verificato nel 2015, il Giudice ha ritenuto, con sentenza n. 1085/2019, la condotta dell’ex compagno – consistente nella diffusione non autorizzata a terzi dell’immagine della ragazza durante un rapporto sessuale esplicito con il partner – lesiva ai sensi dell'articolo 167  del Codice della Privacy D.lgs 196/2003 (“Trattamento illecito di dati”) il quale punisce colui che, mediante la diffusione di dati personali, arrechi nocumento all’interessato. Condividendo l’immagine, l’ex ragazzo aveva esplicitato, inoltre, l’identità della ragazza – cugina, peraltro, di uno dei componenti del gruppo WhatsApp – nella cui foto si poteva chiaramente vedere il braccio tatuato di questa. È indubbio che la condotta dell’ex abbia comportato una grave lesione della privacy, dell’immagine sociale e personale e della dignità della ragazza, nulla...
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Incidente stradale: il conducente è responsabile anche in caso di comportamento imprudente altrui

Con sentenza n. 121/2020, depositata il 7 gennaio 2020, la Quarta Sezione Penale della Suprema Corte ha ribadito il principio secondo il quale il conducente di un autoveicolo, oltre ai vari obblighi di attenzione da rispettare durante la guida così come disciplinati dal Codice della Strada, deve anche prevedere le eventuali imprudenze altrui. Questa la vicenda: nel 2018 la Corte d’Appello di Roma, confermando la sentenza del GIP del Tribunale di Velletri del 2010, aveva condannato C.L. per il reato di omicidio colposo di cui al secondo comma dell’articolo 589 del codice penale. Nel 2008, il camionista C.L., alla guida della sua autovettura, aveva urtato l’auto di A.E. la quale stava percorrendo la stessa strada ma in senso opposto e che, senza rispettare la precedenza, aveva eseguito una manovra verso sinistra tagliando, di fatto, la strada a C.L. L’urto tra le due auto aveva provocato il decesso di A.E. In risposta all'azione difensiva proposta da C.L. davanti alla Corte di...
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Stuprata durante la guerra in Bosnia: è lo Stato a dover risarcire

Una decisione storica quella adottata lo scorso 2 agosto dal Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura (CAT) il quale ha condannato la Bosnia-Erzegovina a risarcire la Signora A., cittadina della Bosnia-Erzegovina nata nel 1961, violentata nel 1993 da un soldato dell’esercito serbo-bosniaco durante la guerra in Bosnia. Un episodio che minerà per sempre la vita di A., madre all’epoca dei fatti di una bambina di 10 anni, che dopo l'aggressione sarà costretta a convivere con incubi ricorrenti, insonnia e paura. Solo molti anni dopo, nel 2014, A. ha trovato la forza di denunciare quanto da lei subito e di intraprendere un percorso giudiziario contro il suo abusatore, il soldato Slavko Savic, il quale nel 2015 è stato condannato dalla Corte di Giustizia della Bosnia-Erzegovina a 8 anni di reclusione e al pagamento, a titolo di risarcimento nei confronti di A., di 30 mila marchi bosniaci, pari a circa 15 mila euro, somma che l’uomo ha da subito negato di possedere. Teoricamente,...
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Gli animali nei dissidi di coppia

Sul "Messaggero Veneto" di oggi la riflessione della Presidente di ZeroSuTre, l'Avvocata Rosi Toffano È di pochi giorni fa la notizia di un 46enne residente a Turiano di Spilimbergo denunciato per il reato di maltrattamento sugli animali, per aver chiuso il gatto della sua ex compagna dentro una valigia piena di letame. L’uomo, spinto dalla volontà di ferire la donna, dopo aver chiuso il felino nel trolley e bloccato l’apertura dello stesso col filo di ferro, ha lasciato la valigia davanti alla casa della sua ex, insieme a una lettera di insulti e minacce rivolti a lei. Fortunatamente i miagolii insistenti del gatto sono stati avvertiti da una vicina, la quale ha subito allertato i carabinieri, che hanno salvato l’animale. Il grave episodio però merita una riflessione profonda su come gli animali domestici entrino nella dinamica di violenza nella relazione di coppia. Gli animali di casa sono diventati ormai parte di molte famiglie ed è sempre più frequente che la violenza...
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Tra esercizio del diritto di critica e diffamazione: quando il cliente insoddisfatto si sfoga su web

Nell’era dei social e della comunicazione in rete, anche i ristoratori e, in generale, i titolari di esercizi commerciali hanno scelto di promuovere e pubblicizzare le loro attività mediante piattaforme online – facebook, istagram, tripadvisor e molti altri – per farsi conoscere e incrementare così i loro guadagni. Al giorno d’oggi, l’imprenditore decide di affidarsi al consumatore il quale, del tutto liberamente, ha la possibilità di “dire la sua” esprimendo giudizi e considerazioni, più o meno obiettivi. Così facendo, ogni persona, accedendo a tali piattaforme, potrà leggere il giudizio di un altro utente. Una sorta di pubblicità “a doppio taglio”: ricordiamoci, infatti, che una "semplice" recensione positiva o negativa può essere in grado di decretare il successo o, al contrario, il fallimento di un’attività commerciale. Ma le recensioni negative sono sempre lecite? L’utente può offendere il lavoro di più persone senza limitazioni e senza conseguenze? A queste domande ha dato risposta una recente Sentenza della Quinta Sezione Penale della Corte di...
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