Caso Manduca: annullata in Cassazione la sentenza che negava ai figli il diritto al risarcimento

Marianna Manduca, 35enne originaria di Palagonia, geometra di professione e madre di tre figli, è stata uccisa dal marito con il quale si stava separando. L’uomo, condannato in primo grado a 21 anni di reclusione, le ha brutalmente tolto la vita il 3 ottobre del 2007 “sulla pubblica via, con plurimi fendenti di un coltello a serramanico di 9,5 cm di lunghezza”. La vittima, esasperata dalle continue violenze e minacce da parte del coniuge, aveva presentato, nell’arco di un anno, ben 12 denunce nessuna delle quali aveva portato all’attivazione della Procura della Repubblica di Caltagirone. In seguito alla tragedia, il cugino della Manduca, in qualità di esercente la potestà genitoriale sui figli minori di questa, ha promosso un’azione legale nei confronti dello Stato Italiano in base all'articolo 2 della legge n. 117 del 1988 “Risarcimento dei danni cagionati nell'esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati” il quale prevede che “Chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento...
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Violenza economica: quando il padre separato non mantiene il figlio minore

Una madre accogliente e protettiva che nel corso degli anni si è occupata di tutti i bisogni quotidiani del figlio, un padre “troppo periferico, inadeguato nel suo ruolo di guida ed accoglienza dei bisogni del piccolo”. Questa è la vicenda portata avanti alla Prima Sezione Civile del Tribunale Ordinario di Roma che ha visto protagonisti due ex coniugi. L’origine della controversia risale al 2013, anno della loro separazione consensualmente. Nello specifico, il Giudice aveva disposto l’affidamento condiviso del figlio, minore di 10 anni, ponendo a carico del padre un assegno mensile di € 400 quale contributo al suo mantenimento oltre al versamento del 75% delle spese cosiddette straordinarie. Subito dopo la separazione, l'uomo ha assunto un atteggiamento ostile nei confronti della madre del figlio rifiutandosi persino di fornirle le sue dichiarazioni dei redditi impedendo così alla donna di ottenere le agevolazioni sul pagamento della mensa scolastica del minore costringendola a pagare lo scaglione più elevato. Vi è di più: l’uomo, che...
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In casa con il nemico, la paura delle donne

Pubblichiamo l'articolo della giornalista Luana de Francisco uscito oggi su Il Messaggero Veneto. All'interno, l'intervista all'Avvocata Rosi Toffano, Presidente dell'Associazione ZeroSuTre, sulla violenza sulle donne in questo particolare momento. «Appena cerchiamo di instaurare un dialogo o ricordiamo che allo sportello informatico basta mandare un whatsapp per farsi richiamare, rispondono che non possono telefonare. E allora non sai davvero in che modo raggiungerle». La Presidente invita le donne a denunciare il proprio maltrattatore e suggerisce che «in certe condizioni, tanto vale scappare di casa per andare in Questura o a una stazione dei carabinieri. Perché se è vero che non si deve uscire, lo è anche che un caso del genere risponde ai criteri di necessità e assoluta urgenza». L'Avvocata Toffano conclude ricordando la possibilità, per le donne vittime di violenza, di rivolgersi in ogni momento ai medici di base i quali, «conoscendo le problematiche delle famiglie, dovrebbero essere loro stessi a telefonare almeno un paio di volte al giorno...
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