Violenza economica: quando il padre separato non mantiene il figlio minore

Una madre accogliente e protettiva che nel corso degli anni si è occupata di tutti i bisogni quotidiani del figlio, un padre “troppo periferico, inadeguato nel suo ruolo di guida ed accoglienza dei bisogni del piccolo”. Questa è la vicenda portata avanti alla Prima Sezione Civile del Tribunale Ordinario di Roma che ha visto protagonisti due ex coniugi. L’origine della controversia risale al 2013, anno della loro separazione consensualmente. Nello specifico, il Giudice aveva disposto l’affidamento condiviso del figlio, minore di 10 anni, ponendo a carico del padre un assegno mensile di € 400 quale contributo al suo mantenimento oltre al versamento del 75% delle spese cosiddette straordinarie. Subito dopo la separazione, l'uomo ha assunto un atteggiamento ostile nei confronti della madre del figlio rifiutandosi persino di fornirle le sue dichiarazioni dei redditi impedendo così alla donna di ottenere le agevolazioni sul pagamento della mensa scolastica del minore costringendola a pagare lo scaglione più elevato. Vi è di più: l’uomo, che...
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Far mancare i mezzi di sussistenza al coniuge separato configura reato

È quanto ribadito da una recente pronuncia della Sesta Sezione Penale della Corte di Cassazione la quale, con la Sentenza n. 30184 depositata in data 9.07.2019, ha ritenuto inammissibile il ricorso proposto dal difensore di fiducia di G.G. avverso la pronuncia della Corte d’Appello d’Ancona del 19.06.2017 la quale, confermando la sentenza del Tribunale di Ancona del 2014, condannava G.G. a pena di giustizia in relazione al reato di cui all’articolo 570 del codice penale “Violazione degli obblighi di assistenza familiare” per aver fatto mancare i mezzi di sussistenza alla moglie separata. Nel caso di specie, l’imputato, a fronte di un importo dell’assegno di mantenimento pari ad Euro 500,00 mensili, aveva versato, nel corso del periodo di quasi cinque anni e mezzo, poco più di un terzo del dovuto. A causa di tale condotta da parte del G.G. l’ex moglie, come si evince anche dalle deposizioni dei due figli dell’imputato e della persona offesa e della sorella di quest’ultima, era stata...
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Cosa significa affidamento condiviso?

Cosa significa affidamento condiviso?

Nel 2012, il Tribunale di Roma dichiarava la separazione tra i due coniugi D. e F., disponendo l’affidamento condiviso della figlia minore con collocamento della stessa presso la madre, alla quale era stata assegnata la casa familiare. Il Tribunale stabiliva inoltre modalità e tempi di frequentazione di padre e figlia e determinava il contributo del mantenimento dovuto. Il padre ricorreva in Appello, ottenendo solo una parziale modifica del regime di visite concesse per poter vedere la figlia. Ricorre infine per Cassazione, adducendo quale motivo che, a fronte di un dichiarato regime di affidamento condiviso, si fosse di fatto applicato un regime di affidamento esclusivo a favore della madre. La Corte di Cassazione, con ordinanza, ha ritenuto il ricorso infondato, specificando che il criterio alla luce del quale i giudici di merito devono orientare le loro decisioni in ambito di affidamento dei minori è l’esclusivo interesse materiale e morale dei figli. Si legge in ordinanza: “Nel caso di specie la corte territoriale ha inteso correttamente...
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L’ essere pensionato e inabile al lavoro non esenta il genitore dal dovere di provvedere, secondo le proprie possibilità, al mantenimento dei figli, anche maggiorenni.

La Suprema Corte di Cassazione, sesta sezione civile,  con l’ordinanza n. 4801/2018, si è pronunciata sul ricorso presentato da un padre contro la sentenza di cessazione degli effetti civili del matrimonio, ove l’assegno di mantenimento dovuto alle figlie era stato ridotto alla cifra di complessivi 100 euro. Il ricorrente lamentava che il Giudice a quo non avesse tenuto in considerazione la sua condizione di pensionato e invalido al lavoro. La sua doglianza, tuttavia, non è stata condivisa dai Giudici di Piazza Cavour, che hanno respinto l’impugnazione in quanto infondata. Secondo la Corte, il principio di solidarietà sociale, sancito dall’art. 38 della Costituzione, deve essere bilanciato con quello che impone ai genitori di provvedere al mantenimento della prole. Questi sono al contempo creditori di un trattamento pensionistico adeguato e obbligati nei confronti dei figli, secondo le proprie possibilità. Gli Ermellini, inoltre, non hanno ritenuto di aderire neppure all’argomentazione proposta dal pensionato, relativa alla spettanza del contributo anche nei confronti della figlia maggiorenne. I Giudici del Palazzaccio, infatti, hanno precisato che l’obbligo di...
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