ZeroSuTre sul caso “Centro Stupri”

Sulla vicenda "Centro Stupri" ZeroSuTre si è attivata tempestivamente depositando presso la Procura della Repubblica di Udine, tramite la Presidente dell'Associazione l'Avvocata Rosi Toffano, una denuncia querela contro ignoti per il reato di istigazione a delinquere per i fatti avvenuti a San Daniele del Friuli e a Lignano. "Non si possono derubricare a bravate o sottovalutare nella loro gravità fatti commessi da ragazzi maggiorenni che paiono, allo stato delle conoscenze, essere portatori di culture e ideologie fondate sul disprezzo delle donne e sulla discriminazione razziale, sino a giungere a esaltare lo stupro e i forni crematori" spiega l'Avvocata Toffano, Vicepresidente della commissione Regionale per le pari opportunità tra uomo e donna e da sempre in prima linea contro la violenza sulle donne. Articolo de "Il Messaggero Veneto" del 27.06.2020 Rassegna Stampa del 26.06.2020 Articolo di "Friuli Oggi" https://www.friulioggi.it/cronaca/magliette-centro-stupri-associazione-sporge-denuncia-26-giugno-2020/ Articolo del Magazine "Trieste Cafe" https://triestecafe.it/it/news/cronaca/maglietta-centro-stupri-denuncia-querela-contro-ignoti-per-il-reato-di-istigazione-a-delinquere-26-giugno-2020.html Articolo del "FriuliSera" https://friulisera.it/centro-stupro-esposti-in-procura-e-lettera-al-prefetto-ipotesi-di-reato-reato-istigazione-a-delinquere-e-uso-via-social-di-espressioni-tendenti-a-istigazione-a-violenza-sessuale-e-odio-razz/ ...
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“Ritira le denunce altrimenti ti farò pentire di essere nata”: per la Cassazione è violenza privata

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso proposto dal Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Brescia avverso la sentenza del 9 aprile 2019 mediante la quale il Giudice di Pace della provincia lombarda aveva condannato Tizio ritenendolo colpevole del reato di minaccia (articolo 612 codice penale) per aver rivolto alla propria moglie, durante una conversazione telefonica, la seguente frase: “ritira le denunce altrimenti ti farò pentire di essere nata”. La Suprema Corte ha affermato, sostenendo il ragionamento del ricorrente, che il fatto posto in essere dal marito della persona offesa deve essere ricondotto all'ipotesi, seppur tentata, di violenza privata (articolo 610 codice penale) considerando errata la qualificazione ai sensi dell’articolo 612 c.p. Secondo gli Ermellini, ciò che distingue il delitto di violenza privata da quello di minaccia non è tanto il fatto in sé – che può essere lo stesso in entrambe le fattispecie – quanto l’elemento intenzionale: per la sussistenza della minaccia è sufficiente che l’agente eserciti un’azione...
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Calunnia: configurabilità dell’elemento soggettivo del reato

Una madre, ricevendo confidenze da parte della figlia relative ad abusi sessuali che il padre avrebbe perpetrato nei suoi confronti, decideva di denunciare l'ex compagno. La donna aveva ritenuto necessario procedere alla denuncia del padre per due motivi: il racconto riferitole dalla figlia, poi trasfuso nel verbale di sommarie informazioni davanti all'Autorità Giudiziaria; le lesioni alla spalla ed al braccio destro comparse mentre la bambina era affidata al padre, per refertare le quali la madre accedeva alla Clinica pediatrica; Il procedimento veniva archiviato, non risultando attendibile la versione fornita dalla ragazzina.  Il PM,  nella sua richiesta di archiviazione, scriveva che non si poteva "escludere un condizionamento della bambina da parte della madre". Su tali basi, l'ex compagno  denunciava la madre per il reato di calunnia. Giunti a processo, la donna richiedeva di definire il procedimento a mezzo del rito abbreviato condizionato all'escussione della nonna della ragazzina. Conclusasi l'istruttoria, il Giudice per l'udienza preliminare (GUP) assolveva la madre con la formula "perché il fatto non sussiste". Egli rilevava...
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