Tra esercizio del diritto di critica e diffamazione: quando il cliente insoddisfatto si sfoga su web

Nell’era dei social e della comunicazione in rete, anche i ristoratori e, in generale, i titolari di esercizi commerciali hanno scelto di promuovere e pubblicizzare le loro attività mediante piattaforme online – facebook, istagram, tripadvisor e molti altri – per farsi conoscere e incrementare così i loro guadagni. Al giorno d’oggi, l’imprenditore decide di affidarsi al consumatore il quale, del tutto liberamente, ha la possibilità di “dire la sua” esprimendo giudizi e considerazioni, più o meno obiettivi. Così facendo, ogni persona, accedendo a tali piattaforme, potrà leggere il giudizio di un altro utente. Una sorta di pubblicità “a doppio taglio”: ricordiamoci, infatti, che una "semplice" recensione positiva o negativa può essere in grado di decretare il successo o, al contrario, il fallimento di un’attività commerciale. Ma le recensioni negative sono sempre lecite? L’utente può offendere il lavoro di più persone senza limitazioni e senza conseguenze? A queste domande ha dato risposta una recente Sentenza della Quinta Sezione Penale della Corte di...
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Diffamazione a mezzo Facebook

Il padre pubblica su Facebook  una foto che lo ritrae assieme alla figlia, aggiungendo una didascalia del seguente tenore: "Come avrei voluto che si fermasse il tempo.....!!!!" La madre, sentendosi provocata, commenta il post: "Il tuo tempo hai voluto fermarlo tu domenica scorsa quando hai gridato puttana e preso a calci la mamma di tua figlia e tutto ciò davanti agli occhi di lei". Fatto realmente verificatosi. Veniva tratta a giudizio per diffamazione aggravata per aver commesso il fatto a mezzo internet. La difesa è stata improntata tenendo conto di tre aspetti. Exceptio veritatis (art. 596, c. 2 n. 2, cp). Poiché l'offesa perpetrata dalla cliente consisteva nell'attribuzione di un fatto realmente accaduto, abbiamo provveduto a dimettere il certificato del Pronto Soccorso, attestante la lesione patita dalla donna in quell'occasione e l'atto di denuncia querela che aveva sporto. Provocazione (art. 599, c. 2, cp), quale causa di non punibilità nei delitti contro l'onore. E' stato dimostrato, in sede di escussione dei testi,...
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